Amadei, no al dissequestro dei beni
La richiesta del socio reggiano di Cencetti respinta dal Riesame
REGGIO EMILIA. Un punto in favore della Procura: i giudici del Riesame di Modena hanno sciolto la riserva sulla richiesta di dissequestro di beni, denaro e conti correnti avanzata dalla Gutemberg di Arezzo e dalla Multiline di Reggio in merito all’ipotesi di corruzione e riciclaggio sugli appalti al Policlinico quando direttore generale era Stefano Cencetti (2006-inizio 2012). I giudici hanno deciso di respingere le richieste mantenendo così sotto sequestro tutti i beni che la Procura ha fatto “congelare” in base alle nuove disposizioni di legge. Si tratta di denaro e conti correnti riconducibili alle due aziende specializzate in consulenze e convegni medici. I difensori di Gutemberg e Multiline, così come quelli dei loro rappresentanti legali (rispettivamente Vanni Giannotti, ex deputato Ds di Arezzo, e il reggiano Mauro Amadei, socio di Cencetti per la onlus Hfm al centro dell’inchiesta) avevano sostenuto che quei soldi e quei conti bloccati impedivano la regolare gestione delle società. Le ragioni addotte - esposte in udienza a porte chiuse - non sono state ritenute abbastanza fondate, almeno tali da indurre i giudici a autorizzare il dissequestro. Al contrario, la decisione indica che i magistrati danno credito alla pista investigativa seguita dai Nas di Parma e dai due sostituti procuratori titolari dell’indagine, Marco Niccolini e Pasquale Mazzei. I due pm affermano infatti che le decine e decine di versamenti e di bonifici sono solo anelli di catene più lunghe di pagamenti di denaro illecito “triangolato” da una società all’altra.
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