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Il Maggio che parla di Avalon TUTTI GLI APPUNTAMENTI

Adriano Arati
Il Maggio che parla di Avalon TUTTI GLI APPUNTAMENTI

Oggi a Costabona la prima rappresentazione assoluta del nuovo racconto

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VILLA MINOZZO. Si rinnova ed insieme mantiene la sua solida struttura legata alla tradizione, il Maggio di Costabona. Questo pomeriggio alla carbonaia di Costabona, nel verde a fianco della frazione villaminozzese, verrà presentato il nuovo lavoro della Società del Maggio Costabonese, una delle principali realtà reggiane legate a questa forma espressiva tipica dell’Appennino Tosco-Emiliano, attiva da 52 anni. L’appuntamento è alle 15.30 nei castagneti della carbonaia per “Il drago di Avalon”, il terzo maggio scritto da Daniele Monti, giovane autore e interprete della società.

Il pubblico, anche quello meno esperto, potrà seguire l’opera grazie ai libretti, dove si troveranno anche ricordi e testimonianze su Romolo Fioroni. Partigiano, storico, grande animatore del Maggio, Fioroni – scomparso pochi anni fa – rimane la figura guida del paesino villaminozzese. «Il nostro è uno sforzo per mantenere salda la nostra tradizione, e il lavoro della nostra società, e allo stesso invogliare anche nuovi spettatori, generazioni più giovani», racconta Aurelio Corsini, uno dei responsabili della società di Costabona.

Puntate al rinnovamento?

«Il pubblico esperto è fondamentale – dice Corsini – ci mancherebbe, ma vogliamo far conoscere il Maggio anche ai ragazzi».

È possibile tenere insieme tutto quanto?

«È quello che vogliamo fare, rinnovare ma mantenere il legame che ci fa andare avanti da decenni. E che si estende anche all’esterno».

In che modo?

«Penso ai musicisti che lavorano con noi da dieci anni e ormai sono una parte integrante della società».

Chi sono?

«Musicisti molto conosciuti nel Reggiano. Emanuele Reverberi al violino e Paolo Simonazzi alla fisarmonica, a cui si è unito Filippo Chieli, viola».

Quella di domani (oggi, ndr.) è l’unica messa in scena del nuovo Maggio?

«No, verrà replicato anche per Ferragosto. E venerdì 15 agosto, ad anticipare la rappresentazione, ci sarà anche un’altra tradizione, la messa del maggiarino, celebrata e cantata alle 11 nella chiesa del paese».

Questo nuovo Maggio passa dai temi classici, più legati al nucleo di leggende e tradizioni continentali, al mito di Artù, cuore del ciclo bretone: questa la grande novità di quest’anno. Tutto grazie all’autore, Daniele Monti.

Come mai questa scelta?

«Volevo proporre, cambiare – dice Monti – e comunque è una rivisitazione personale».

Ma troveremo Artù, Merlino, Lancillotto?

«Questi personaggi sono alla base, ma gran parte del lavoro è frutto della mia fantasia».

Gli altri maggiarini come hanno accolto questo cambiamento?

«Subito ci sono state delle perplessità, non si capiva perché avessi proposto questa novità. Mi è stato detto che sembrava una fiaba, e io ho spiegato che quello era proprio il mio intento, io volevo proprio scrivere una fiaba, un racconto autonomo, pur con i protagonisti principali del ciclo bretone. E sono stato capito».

Il suo Maggio è composto da 209 stanze. Quanto è difficile scrivere un maggio?

«Credo che solo una persona che conosce il Maggio possa scriverne uno. Un autore esterno, per quanto bravo, farebbe fatica a entrare nella prospettiva del Maggio, nella storia e nelle tradizioni che porta con sé».

Non è un suo problema, giusto?

«Decisamente no. Mio nonno è stato presidente della società del Maggio, l’altro mio nonno e mio padre erano maggiarini, conosce questa realtà da sempre».

 

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