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Taglio di alberi, è polemica Il sindaco: «E’ autorizzato»

Ramiseto, segnalata la «devastazione» nelle zone a monte di Miscoso e Succiso Martino Dolci: «Normali interventi su terreni privati da parte di aziende locali»

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RAMISETO. Una serie di tagli di alberi, più o meno estesi, ha interessato i boschi a monte di Miscoso e di Succiso, suscitando interrogativi da parte delle persone che frequentano i boschi. Nei giorni scorsi avevano effettuato segnalazioni alla Gazzetta alcuni proprietari di seconde case tornati sul crinale per la fase centrale dell’estate. In questo caso, invece, le segnalazioni arrivano da persone del posto che frequentano abitualmente i boschi, che conoscono molto bene la zona e anche chi vi opera all’interno. Persone che segnalano «tagli anche di grossi alberi; tagli “irrazionali” (non a distanza uno dall’altro, ma anche ravvicinati, con la conseguente apertura di vaste aree); devastazione delle aree in cui la Forestale può andare a controllare meno facilmente. Il tutto, aprendo “piste” con le ruspe e abbattendo gli alberi. In seguito, avviene la raccolta del legname».

Chiedendo informazioni alla Forestale, risulta che i tagli risalirebbero al periodo tra la primavera e la fine di maggio, quando poi è scattato il divieto di fare legna nei boschi cedui, normato dalla Comunità montana e ora dall’Unione dei Comuni. Il taglio aveva goduto di una proroga per il maltempo registrato nell’avvio della primavera, ma la data ultima per effettuarlo è stata la fine di maggio. Le piante abbattute avevano anche fatto pensare all’avvio dei lavori per realizzare la discussa nuova strada che dovrebbe servire Miscoso, oggetto di polemiche nei mesi scorsi. Il progetto dovrebbe andare avanti, ma gli uffici comunali comunicano che i lavori per la strada non sono ancora partiti.

«La strada non è ancora in cantiere – conferma il sindaco Martino Dolci – quelli segnalati sono normali tagli compiuti su terreni che sono proprietà di alcuni privati. A questi privati sono state avanzate le richieste da parte di alcune imprese locali che operano proprio nel settore del legnatico, e che hanno presentato anche tutte le autorizzazioni necessarie alla Forestale. Nessun intervento “clandestino” quindi, anche perché la zona è tenuta sotto osservazione piuttosto costante dalla Forestale. Si tratta di tagli di piante effettuati tempo fa, entro i termini che regolano questo tipo di interventi, e che hanno anche un criterio di “pulitura” del bosco: non vengono tagliate tutte le piante indistintamente ma viene diradata la loro densità, così che poi nel giro di pochi anni il bosco torna ad espandersi. Quello che possono aver notato i frequentatori della zona in questi giorni, sono le operazioni di trasporto della legna, che viene raccolta e portata via per essere tagliata in pezzature più piccole. Il tutto nasce comunque dal fatto che chi viene qui solo ogni tanto, per turismo, fatica a comprendere che il bosco va concepito anche come un bene produttivo, che va gestito, e che lasciarlo semplicemente così com’è, senza mai tagliare piante o diradarle, non va nella direzione di mantenerne la salute. E’ una fonte di reddito importante per chi invece sceglie di vivere e lavorare qui tutto l’anno, e lo è da sempre».

Una interdipendenza che un tempo prevedeva anche la tutela di chi non aveva boschi di proprietà, e che fin dal medioevo portarono alla nascita degli “usi civici”: aree di proprietà delle diverse borgate del crinale, in cui il diritto di legnatico, caccia e raccolta dei prodotti del bosco non era di singoli, ma collettivo. Una istituzione che esiste ancora oggi.

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