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Reggio Emilia, le due storiche fontane “spente” per un altro anno

Reggio Emilia, le due storiche fontane “spente” per un altro anno

Solo alla fine del 2015 torneranno a zampillare in viale Umberto I grazie ad un finanziamento destinato a lavori in piazzale Lepanto

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REGGIO EMILIA. Molti cittadini si saranno chiesti, passando lungo viale Umberto I, cosa succede alle due storiche fontane settecentesche, entrate da tempo nell'immaginario collettivo fra i simboli di Reggio. Spente, completamente asciutte, in un cattivo stato di conservazione, insomma non propriamente nel loro massimo splendore.

Realizzate e installate intorno al 1788 per volontà dei duchi d'Este, allora signori della città, insieme agli obelischi decorativi andavano ad abbellire quel viale, ora viale Umberto I, che nella mente degli Este doveva essere la via di comunicazione fra lo spazio cittadino e la loro residenza, la celebre Reggia di Rivalta, edificata qualche anno prima, fra il 1724 e il 1727 e ispirata, in scala e in stile certo minore, alla Reggia di Versailles.

Oltre a fontane e obelischi, il viale prevedeva lunghi filari di pioppi cipressini, oggi sostituiti dai tigli, e un ponte, costruito anch'esso nel 1788, col fine di agevolare il passaggio sul fiume Crostolo. Di settecentesco ormai, nelle due fontane, è rimasto ben poco, essendo state sottoposte negli anni a diversi interventi di manutenzione e ristrutturazione, con la sostituzione parziale di alcuni elementi originari.

«I problemi delle due fontane - ci spiegano dal Comune - sono di carattere meramente impiantistico. Per evitare ristagni d'acqua, perdite, malfunzionamenti vari e quindi per evitare spese inutili si è deciso di spegnerle, nonostante l'ovvio dispiacere di non vedere in funzione due fontane settecentesche». Dal Comune fanno sapere poi che funzioneranno a pieno regime entro il prossimo anno, essendo stato inserito il loro restauro nei 300.000 euro stanziati per opere di miglioramento e sicurezza stradale in piazzale Lepanto, ovvero l'incrocio di viale Umberto I, via Lungo Crostolo e via Magati».

Andrea Montanari

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