Gazzetta di Reggio

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Sonia Ganassi grande anche cantando Verdi

Giulia Bassi
Sonia Ganassi grande anche cantando Verdi

Aida allo Sferisterio, trionfo personale nel ruolo di Amneris

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REGGIO EMILIA. «È andata benissimo, proprio bene», ha detto a caldo il mezzosoprano Sonia Ganassi dopo aver debuttato nel fascinoso spazio dello Sferisterio di Macerata. In quella magica cornice ha interpretato il ruolo di Amneris (“Aida”), che aveva già affrontato lo scorso settembre a Marsiglia e anche quest’anno al San Carlo di Napoli. Un ruolo importante per il nostro mezzosoprano, non c’è che dire, un altro personaggio verdiano impervio dopo Eboli dal Don Carlos.

La prima a Macerata, seguita da un numerosissimo pubblico che stipava poltrone e palchi, si è conclusa con applausi calorosi e scroscianti rivolti al direttore Julia Jones, al regista e a tutto il cast. E l’oggettivo successo si è trasformato, per la Ganassi, in trionfo personale: la cantante è stata infatti richiamata sul palcoscenico ripetutamente.

Regista dello spettacolo era Francesco Micheli, direttore artistico dello Sferisterio nonché artista e uomo di cultura molto stimato nella nostra città, dove ha ideato numerosi progetti dedicati ai giovani per la Fondazione I Teatri.

«Quest’allestimento dell’Aida è particolare – commenta la Ganassi – naturalmente moderno, pieno di simboli che si evincono dal gioco proiezioni e senza nessuna concessione al naturalismo, il che mi ha fatto sentire subito a mio agio».

I protagonisti dell’allestimento del regista Micheli si muovono su una pedana inclinata – a forma di libro contemporaneo – dove si riscrive dell’eterna storia d’amore, morte e solitudine di Aida, Radamès e Amneris.

«Micheli è un uomo di teatro profondo, intelligente ma anche duro, che sa quello che vuole – puntualizza la reggiana Ganassi – Quando ci siamo confrontati, ha mostrato subito una grande consapevolezza ed idee ben precise. Preferisco così, rispetto a registi che non hanno idee e ti lasciano fare. Micheli ha chiesto una recitazione asciutta che creasse la figura di una donna non cattiva, o meglio cattiva perché ferita e tradita due volte: dall’uomo che ama, Radames, e da Aida (interpretata da Fiorenza Cedolins, ndr) che è una schiava sulla carta, ma di fatto è un’amica per la regina. Le due sono in realtà, e questo costituisce l’antefatto non raccontato, due principesse amiche. Amneris – racconta la cantante – si rivela una donna maledettamente sola, condizione che nell’ultimo atto viene fuori con forza. Alla fine, infatti, sullo spazio gigante c’è soltanto Amneris, una persona distrutta e disperata al pari della celebre figura di Lady Macbeth».

Dalle parole della Ganassi si evince quanto abbia approfondito il personaggio e quanta passione abbia messo per affrontare sia la parte musicale sia la gestualità, al fine di rendere vero il suo personaggio.

«Questo è un ruolo estremo per me – conclude – pur rimandendo una belcantista l’ho affrontato con gioia, piacere e soddisfazione piegando la mia voce a un canto drammatico, senza appesantire ma giocando sul fraseggio e l’intonazione per valorizzare al massimo la scrittura verdiana».

A proposito di ruoli drammatici, un altro debutto importante l’attende: sarà all’Opera di Parigi ove insieme a Roberto Alagna affronterà per la prima volta “Le Cid” di Massenet con la direzione di Michel Plasson.

“Aida” si replica il 27 luglio, e poi il 2 e il 10 agosto.

 

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