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Casa danneggiata per colpa del traffico

Casa danneggiata per colpa del traffico

Reggiolo: petizione a Villanova. Un residente ha la camera da letto lesionata e finisce all’ospedale: «Non dormo più»

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REGGIOLO. Alfredo Garofalo, 50 anni, operaio specializzato, residente in via Moglia 74 a Villanova, sulla strada provinciale 43 che collega Reggiolo a Moglia (Mantova) lotta da due anni con il Comune di Reggiolo e con la Provincia di Reggio Emilia per ottenere «un po’ di pace».

Da troppo tempo, infatti, è costretto a sopportare l’inquinamento acustico provocato dal continuo passaggio di mezzi pesanti . Ma il silenzio non è l’unico obiettivo di Garofalo: il 50enne vuole anche evitare che la sua casa, rimessa recentemente a nuovo dopo mesi di lavoro, subisca crepe e ragnature dovute alle vibrazioni che dalla strada raggiungono la sua abitazione.

La sua è una battaglia fatta di continue segnalazioni, lettere e petizioni. Già il 15 giugno del 2012 Alfredo Garofalo aveva fatto presente, tramite certificato medico che «da 7-8 mesi lamentava disturbi a causa del rumore e delle vibrazioni degli automezzi che transitavano velocemente davanti alla sua casa: insonnia e stress». Il 15 marzo del 2013 si è recato perfino alla stazione dei carabinieri di Reggiolo per sporgere denuncia contro ignoti per disturbo della quiete pubblica. Il 19 marzo 2013, l’ingegnere Valeri Bussei, dirigente di infrastrutture e mobilità sostenibile, gli ha inviato una lettera in cui si leggeva: «La Provincia di Reggio, in base a un accordo con la Regione Emilia Romagna, sta predisponendo il progetto della variante a sud dell’abitato di Villanova in complanare al nuovo tracciato dell’autostrada regionale cispadana che, una volta realizzato, risolverà in modo radicale le problematiche segnalate». Il 2 aprile 2013 Garofalo ha fatto richiesta di una colonnina autovelox, rimasta lettera morta. Il 25 maggio 2013, per rafforzare le sue ragioni, ha presentato una petizione al Comune di Reggiolo, corredata di 32 firme, nella quale veniva segnalata «l’eccessiva velocità di mezzi pesanti e rumori» con la richiesta della presa in carico del problema da parte dell’amministrazione comunale a cui si chiedeva eseguire un eventuale intervento per ridurre gli effetti dannosi del traffico. Non ricevendo risposte soddisfazcenti, Garofalo si è rivolto a uno studio legale di Carpi che, il 23 settembre 2013, ha spedito una lettera ad Arpa, Comune di Reggiolo e Provincia di Reggio per chiedere rilievi fonometrici dei rumori, delle vibrazioni e dei gas di scarico causati dall’intenso traffico sulla provinciale. La risposta di Arpa è arriva il 26 settembre successivo, ma si limitava a dire che le prestazioni tecnico-analitiche richieste erano da concordare con gli enti amministrativi territoriali e che Arpa aveva già provveduto ad effettuare rilevazioni relative all’inquinamento atmosferico nel corso del 2009 e 2011. «Dal 2011 ad oggi – replica però Garofalo – il traffico su questo tratto è raddoppiato».

Ma il pressing del 50enne non si è spento e, il 21 gennaio di quest’anno, ha chiamato nuovamente la polizia municipale. Gli agenti di Reggiolo, a seguito dell’ennesima protesta dell’uomo, hanno risposto di non avere mai smesso di monitorare via Moglia attivandosi con controlli stradali a postazione fissa. «Inoltre – avevano detto – sono già state attivate da parte del Comune di Reggiolo e dalla Provincia di Reggio le procedure per il posizionamento delle cabine atte a contenere gli autovelox».

Garofalo ha però continuato la serie incessante di segnalazioni datate l’8, il 15, il 20 e 22 febbraio scorso. Nonostante le promesse, infatti, i giorni passavano senza che Garofalo vedesse novità all’orizzonte. Il 19 aprile, allora, ha chiesto l’intervento dell’ufficio tecnico per un sopralluogo alla sua abitazione. I tecnici non hanno riscontrato lesioni che pregiudichino la staticità del fabbricato ma solo «lesioni interne longitudinali di piccole dimensioni in camera da letto e sopra la porta d’accesso alla camera». Il 20 maggio Garofalo si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla: non riuscendo più a dormire aveva sviluppato un incredibile stato di irritabilità e tensione, somatizzando lo stress anche a livello gastrico e intestinale. «Tutta colpa della rabbia – dice Garofalo – Non è più vita questa. Io sto male e nessuno fa niente nonostante le mie sollecitazioni. Non chiedo la luna, solo un po’ di pace. In casa mia».

Mauro Pinotti

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