Fatture, un’azienda su due paga in ritardo
A Reggio migliora la situazione nel primo trimestre 2014 per i saldi a breve. Allarme, invece, per quelli oltre i 30 giorni
REGGIO EMILIA. Nel primo trimestre 2014 oltre metà delle imprese della provincia di Reggio Emilia, il 50,1%, ha pagato alla scadenza le fatture ai propri fornitori, mentre il 41,4% ha saldato con un ritardo fino a 30 giorni oltre il termine e l'8,5% con un ritardo superiore ai 30 giorni. Questo ultimo dato, però, crea un certo allarme, visto che è triplicato rispetto al 2010. Il quadro non è dei più felici: in media, infatti, un’impresa su due paga oltre i termini stabiliti con la controparte, che in molti casi deve rivolgersi alle banche per approvvigionarsi di moneta fresca, pagando interessi passivi.
Tutto sommato si tratta comunque di una performance migliore sia della media regionale che di quella nazionale, che vale il secondo posto tra le province più puntuali dell’Emilia-Romagna (superata solo da Modena), in cui si segnala però l'evidente peggioramento dei ritardi gravi, passati in quattro anni dal 3% del 2010 all'8,5% attuale.
È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2014 realizzato da Cribis D&B, la società, del Gruppo Crif specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese nel primo trimestre 2014.
In Emilia-Romagna Modena risulta la provincia più virtuosa con il 50,6% di imprese puntuali, seguita da Reggio Emilia (50,1%), Piacenza (49,1%), Parma (48,9%), Forlì e Cesena (48,8%), Ferrara (46,3%), Bologna (48,7%), Ravenna (43,5%) e, in coda, Rimini, con appena il 42,7% di imprese regolari.
Nella media regionale, il 48% delle imprese emiliano-romagnole ha saldato alla scadenza le fatture ai propri fornitori, mentre il 42,5% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni medi dai termini concordati e il 9,5% con un ritardo oltre i 30 giorni. Quella dell'Emilia-Romagna è la migliore performance tra le regioni italiane, ben superiore sia alla media nazionale (38,8% di imprese puntuali, 45,9% di ritardi entro in 30 giorni, 16,1% di ritardi oltre i 30 giorni), che a quella del Nord-Est.
«Proseguono le difficoltà nel saldare i debiti commerciali, nonostante una performance superiore a quella media nazionale - commenta Marco Preti, ad di Crisib D&B -. Da una parte continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali, cioè la trasformazione dei ritardi in termini contrattuali, perché le imprese non vogliono perdere clienti e fatturato e concedono qualcosa nei termini di pagamento. Dall'altra, alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture».
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