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La “gemella” Wahat al-Salam scrive al sindaco per la pace

NOVELLARA. In questi giorni di odio e di morte in Medio Oriente, al sindaco di Novellara è arrivata una lettera con la quale il sindaco di Wahat al-Salam/Nevè Shalom Eyas Shebta lo informa della...

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NOVELLARA. In questi giorni di odio e di morte in Medio Oriente, al sindaco di Novellara è arrivata una lettera con la quale il sindaco di Wahat al-Salam/Nevè Shalom Eyas Shebta lo informa della manifestazione organizzata da quella piccola comunità, con alcune organizzazioni pacifiste per promuovere la pacifica convivenza fra arabi e israeliani.

La manifestazione, che ha fatto seguito ad un incontro fra alcune organizzazioni per i diritti umani e per la pace tenutosi a Wahat al-Salam/Nevè Shalom la domenica precedente, si è basata sulle parole d’ordine: «Ebrei e arabi rifiutano di essere nemici», «No al razzismo, sì ad una esistenza equa e pacifica e ad un destino condiviso».

A Tira, vari oratori hanno condannato l’escalation di violenza e razzismo in atto in queste settimane e hanno affermato che la maggior parte degli arabi e degli israeliani vuole vivere in pace, ribadendo che è tempo di cercare una strada di pace e giustizia per entrambe le parti.

Wahat al-Salam/Nevè Shalom (“Oasi di pace” in arabo e in ebraico) è un piccolo villaggio a metà strada fra Tel Aviv e Gerusalemme dove dal 1972 arabi ed ebrei vivono insieme e in concordia, sede di una “Scuola della pace” nota in tutto il mondo e gemellato con Novellara dal 1994. (v.a.)

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