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Le rivelazioni di Costi fanno allargare l’inchiesta

Sviluppi in vista nell’operazione Octopus dopo l’interrogatorio dell’imprenditore Spuntano nuovi nomi e società anche di altre città nel giro di fatture false


22 luglio 2014 di Elisa Pederzoli


REGGIO EMILIA. Spiegazioni in grado di fare luce su più di un aspetto. Elementi nuovi e spunti che in procura non esitano a definire importanti. E che potrebbero portare presto all’allargamento dell’inchiesta, nonché all’iscrizione nel registro degli indagati di nuove figure. Di Reggio, ma anche di fuori Reggio. Con il coinvolgimento di società e imprese, finora rimaste fuori.

E’ quanto trapela dopo il lungo interrogatorio di venerdì di Omar Costi, l’imprenditore della telefonia finito in manette nell’inchiesta sul giro di fatture false denominata “Octopus” e costata l’arresto anche all’amico giornalista Marco Gibertini.

Costi, difeso dagli avvocati Liborio Cataliotti e Costantino Diana, è stato collaborativo. In quasi cinque ore di dialogo con il sostituto procuratore Valentina Salvi, ha fornito spiegazioni, chiarito meccanismi, descritto l’ambiente in cui il giro di fatture false si è sviluppato. Ha fatto dichiarazioni su fatti a lui addebitati. Ma quello che è emerso è anche il coinvolgimento di altri soggetti, che sarebbero venuti in contatto con chi tirava le fila di un sistema ancora sotto la lente degli investigatori.

Ciò che ora si profila, dunque, sono nuove iscrizioni nel registro degli indagati ancora per reati fiscali.

Ma a tremare non è solo Reggio. In vista c’è il coinvolgimento di altri uffici e altre procure italiane. Perchè diversi sono i luoghi in cui le fatture sono state emesse, da quelli in cui le stessa sono state utilizzate.

Si parla di persone coinvolte, ma anche di società private che potrebbero aver approfittato di quel sistema. Per il quale non si può escludere che agli indagati venga contestato il vincolo associativo stabile.

E’ tutt’altro che finito, dunque, il lavoro degli investigatori dopo già anni di indagine, che hanno visto lavorare sullo stesso fronte i carabinieri del comando provinciale e i militari della Guardia di finanza.

Intanto, Omar Costi resta ristretto nel carcere di Piacenza – lontano da Reggio, affinché non si potesse incontrato con l’altro indagato di peso Gibertini quando era alla Pulce – e ha già dovuto fare i conti con un primo no alla richiesta di arresti domiciliari.

Ora, alla luce della sua collaborazione, la strada per uscire dalla cella e trascorrere la custodia cautelare a casa potrebbe essere più praticabile. Il suo legale, già ieri, ha presentato l’istanza. Toccherà al giudice per le indagini preliminari esprimersi su questo punto, nei prossimi giorni.

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