Tradizioni e poesie popolari tornano in vita con la musica
Gli Anima Montanara presentano il loro ultimo album, un tuffo nel melodico Il ritmo è quello della world music e del jazz, il contenuto parla dell’Appennino
REGGIO EMILIA. È già il terzo disco in tre anni per il gruppo etno-jazz “Anima Montanara”, che trasforma testi dei poeti dell’Appennino e storie locali in musica. E proprio per questa capacità di rileggere in modo originale la nostra tradizione letteraria, il gruppo ha trovato in questi anni lusinghieri apprezzamenti.
Il nuovo lavoro è dedicato alle ballate d’Appennino: le musiche sono state arrangiate dal gruppo formato da due voci (Irene Condò e Paolo Romei), tre chitarre, (Francesco Boni, Dario Sabattini, Gianni Bolzoni), fisarmonica (Mirko Ferrarini), sassofono e clarinetto (Davide Castellari) e pianoforte (Roberto Mercati). Inoltre sono previsti strumenti della tradizione montanara che vengono reinventati con un linguaggio moderno che spazia dalla world music al jazz. Il libretto è impreziosito dalle immagini di Amanzio Fiorini, l’antico fotografo dell’Appennino qui reinterpretato dalla fotografa reggiana Erica Spadaccini. La presentazione è di Clementina Santi, la grafica di Luca Guerri, officina48.it, le foto degli artisti di Ettorina Agosti.
«Anche se la geografia di questo cd è ancora quella dell’Appennino toscoemiliano – scrive Clementina Santi – le suggestioni culturali vengono da più lontano con un risultato equilibrato e convincente».
Sul piano musicale è più nuovo (o forse più antico come sono quasi sempre le rivisitazioni) e affascinante, in quanto l’operazione musicale sui testi va nella direzione di un genere più melodico, vicino alla ballata appunto. Sono inoltre presenti i testi della tradizione: a volte sono citati direttamente in dialetto, per non perdere nulla della lingua originaria (come in “La m’è sempre inamurada” e “Il testamento dell’avvelenato”), a volte provengono dai racconti popolari (come in “Maremma amara” e “La barbera”). Ci sono poi dei pezzi che si ispirano alla letteratura di viaggio del nostro Appennino: “Viaggio in Toscana” di Umberto Raffaelli, sulla transumanza, e “Del 24 Luglio alla mattina” di Domenico Notari, che racconta il pellegrinaggio all’eremo di Maria Maddalena sul Ventasso. Molteplici sono gli impegni del gruppo in tante località delle nostra provincia: il 16 ottobre, per esempio, si esibiranno al teatro Gustavo Modena di Genova. Il disco “Ballate d’Appennino” è in vendita da Discoland e Infoshop, e in montagna presso Stereocentro e nelle edicole; è disponibile inoltre un cofanetto con i tre album del gruppo.
Il progetto è stato reso possibile anche grazie ai contributi dei Comuni di Vetto, Collagna, Busana e Castelnovo Monti ed ha il patrocinio della Provincia.
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