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verso le elezioni - oggi le dimissioni del presidente

Dopo Errani, approvata la legge elettorale

Dopo Errani, approvata la legge elettorale

In aula la riforma quasi all’unanimità. Convocata direzione Pd, per il M5s ipotesi primarie

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REGGIO EMILIA. Passa quasi all’unanimità la riforma elettorale della Regione Emilia-Romagna. La nuova legge è stata approvata ieri dall’Assemblea legislativa con il voto favorevole di tutte le forze politiche. Fanno eccezione l’astensione di Fdi e la decisione di non partecipare al voto dell’Idv. E dire che la norma “ammazza-piccoli”, approvata lunedì in commissione, ieri è stata corretta in aula con un emendamento Fi, Udc e Fdi, che riporta a 120 giorni dalla data naturale del voto (come suggeriva il ministero) il limite entro cui le elezioni anticipate consentono il dimezzamento delle firme da raccogliere per le liste. Ne basteranno circa 6.000 per presentarsi in Emilia Romagna. «È una legge nell'interesse dei cittadini», afferma il segretario regionale uscente Pd, Stefano Bonaccini, che sottolinea i «due capisaldi: l'abolizione del listino dei nominati e la doppia preferenza di genere», a cui si aggiunge la parità uomo-donna, secondo quanto proposto dalla reggiana, Roberta Mori. Altro punto chiave della riforma è il limite di due mandati consecutivi per il presidente della Regione. È stato mantenuto lo sbarramento del 3% per le liste, a meno che non facciano parte di coalizioni che ottengono almeno il 5%. Senza listino, il premio di maggioranza è garantito da nove seggi aggiuntivi assegnati, in maniera proporzionale, alla coalizione vincente che abbia eletto almeno 24 consiglieri (il premio scende a quattro se lo schieramento che vince ottiene più di 24 seggi). Oggi Errani ratificherà le dimissioni. È stata intanto convocata per il 1 agosto, la direzione regionale del Pd. Sul fronte M5s, si vocifera di primarie online verso settembre.

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