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Ospizio-lager, Croci verso la condanna

Ospizio-lager, Croci verso la condanna

Reggiolo: il suo avvocato e il pm si accordano per 21 mesi con sospensione della pena. A novembre la decisione del giudice

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REGGIOLO. Angelo Croci, 80 anni, ex legale rappresentante della residenza sanitaria collettiva “Nuova Sanatrix” di Gonzaga (Mantova), oggi chiusa, va verso la condanna a un anno e 9 mesi di reclusione, pena sospesa, oltre a 300 euro di multa. L’avvocato Domenico Noris Bucchi, che in questi mesi ha assistito Angelo Croci, ha raggiunto un accordo con il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci. La sentenza definitiva che sancisce il patteggiamento, però, verrà letta dal giudice, in Tribunale a Mantova, il prossimo 28 novembre.

Per la figlia Luciana Croci, 47 anni, non è stata presa alcuna decisione: l’avvocato che la difende ha chiesto il giudizio abbreviato. Si chiude così la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto il reggiolese Angelo Croci, accusato di abbandono di persone incapaci e circonvenzione di incapaci, nell’ambito della gestione della cooperativa “Nuova Sanatrix”.

L’uomo, che era finito ai domiciliari, era stato rimesso in libertà, un mese dopo, ma con l’obbligo di dimora a Reggiolo, dove abita. Dopo l’arresto, il 20 novembre 2013, l’anziano, nei giorni successivi era stato sentito dal Gip di Mantova, Matteo Grimaldi, e aveva voluto fare delle precisazioni nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia durante il quale aveva sottolineato che, da quando la struttura per anziani di Gonzaga – gemella di una analoga che era stata chiusa a Reggiolo – era stata messa sotto sequestro, non aveva più svolto attività assistenziali, né nella casa di riposo mantovana e nemmeno da altre parti.

L'avvocato Bucchi, ha sostenuto in quell’occasione che per il suo assistito non c’era più il pericolo di reiterazione del reato. Il blitz dei carabinieri del Nas, (Nucleo Antisofisticazion di Cremona, con l’assistenza del personale Ausl di Mantova, alla cooperativa sociale Nuova Sanatrix, nell’ex villa del soprano gonzaghese Renata Scotto, era scattato la mattinata del 6 giugno 2013.

Nel corso delle indagini, i carabinieri avevano accertato carenze gestionali, strutturali e sanitarie della casa di riposo collettiva. Lunga la lista delle carenze: servizi igienici inadeguati per portatori di handicap, un numero elevato di letti nelle camere tali da rendere impossibile il movimento dei disabili, materassi inadatti a prevenire eventuali lesioni da piaghe di decubito, cateteri vescicali sporchi, mancanza di personale specializzato, incompletezza della documentazione clinica, nessuna tracciabilità delle prescrizioni terapeutiche nonché utilizzo improprio di mezzi di contenzione fisica e farmaci. Da qui l’arresto del legale rappresentante e la chiusura della struttura, messa sotto sequestro.

Nel 2008, Angelo Croci, in un episodio analogo, dopo la provvisoria chiusura della “Sanatrix”, grazie anche ad un “vuoto” relativo alle normative sulle residenze sanitarie collettive, riuscì a riaprirla vincendo il ricorso al Tar di Brescia.

Mauro Pinotti

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