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Seta, una lenta emorragia di passeggeri

di Evaristo Sparvieri
Seta, una lenta emorragia di passeggeri

Secondo il rapporto Istat sono circa 1,2 milioni i viaggiatori in meno dal 2008 al 2013. Ed è boom di immatricolazioni

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REGGIO EMILIA. Circa 1,2 milioni di passeggeri in meno in cinque anni negli autobus reggiani. Erano 12,79 milioni nel 2008, sono diventati 11,56 milioni nel 2013, in una lenta e costante emorragia. È quanto emerge nell’ultimo rapporto Istat sulla “Qualità dell’ambiente urbano 2013”. Trasporto pubblico locale, numero auto in circolazione, superamenti dei limiti di polveri sottili. Ma anche presenza di piste ciclabili e disponibilità di verde urbano.

AUTO COL SEGNO “PIÙ”.

Nel rapporto a cura dell’Istituto nazionale di statistica, i dati ambientali delle città capoluogo in Italia. Con una particolarità che ci riguarda da vicino: insieme a Torino, Reggio Emilia è l’unico capoluogo che ha visto aumentare il numero di autovetture circolanti, con un incremento dell’1,4% sul 2012, secondo un trend in continua crescita.

Nel 2008, il parco auto cittadino era infatti composto da 106mila veicoli. Nel 2013, invece, i veicoli immatricolati sono saliti a 115mila. «L’aumento del numero di automobili non rappresenta affatto la reale circolazione di vetture – spiega il deputato Pd, Paolo Gandolfi, ex assessore comunale alla Mobilità e ora componente della commissione Trasporti alla Camera – non è detto infatti che tutte le auto immatricolate poi siano effettivamente in circolazione. Penso, ad esempio, ad importanti realtà nell’autonoleggio che hanno sede a Reggio, che possono influire sui numeri. Le politiche sulla mobilità comunque puntano a disincentivare l’uso delle auto, non gli acquisti».

MENO VIAGGI SUI BUS.

Ma è il dato sull’utilizzo del trasporto pubblico quello che manifesta maggiori perplessità sulla mobilità reggiana, nonostante Seta abbia raggiunto l’agognato attivo di bilancio con un anno di anticipo rispetto alle previsioni: una perdita di 1,2 passeggeri in cinque anni, con un leggero aumento solo tra il 2012 e il 2013, quando il numero degli utenti è tornato a salire di circa 400mila viaggiatori.

Situazione diversa per Modena, dove il calo di passeggeri è stato meno consistente, anche in considerazione del fatto che il bacino di utenti si aggira intorno agli 8 milioni di persone: erano 8,21 milioni nel 2008, sono scesi a 8,06 nel 2013. «E pensare che gli autobus nuovi li hanno comprati per Modena e non qui da noi – commenta ancora Gandolfi – il dato sul calo di passeggeri è comprensibile: sono stati tagliati servizi e numeri di chilometri. Molti servizi su gomma, inoltre, sono passati su ferro. Penso ad esempio agli studenti».

SMOG? NO GRAZIE.

Dimezzati, un po’ a sorpresa, gli sforamenti dei limiti di Pm10, scesi dai 110 del 2008 ai 56 del 2013. Merito anche del fatto che, fra le nuove immatricolazioni, una percentuale elevata ha interessato veicoli a basso impatto ambientale: oltre il 60% delle automobili presenti in città, infatti, è una classe euro 4 o superiore. Elemento che, se in qualche modo agevola l’ambiente, comunque non può nulla contro l’inquinamento acustico, dove Reggio è tra le maglie nere insieme a Padova, Genova, Piacenza e Bologna.

TUTTI IN BICI, MA DOVE?

Fra i dati Istat, non manca la presenza di piste ciclabili, che hanno raggiunto il traguardo di 213,3 chilometri (erano 130,5 nel 2008), con una densità pari a 93 chilometri ogni 100 chilometri quadrati. Lo stesso traguardo, invece, non si registra sul versante del verde presente in città, che occupa una superficie di 12.738.348 metri quadrati. Un’area pari ad appena il 5,5% della superficie comunale, in linea con la percentuale Modenese (5,7%), ma distante da realtà come Bologna (13,8%) o Ravenna (29,9%).

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