Si intascano 37 milioni usando la Kerself
Tre arresti e otto indagati. L’indagine partita da un accertamento fiscale sull’azienda di Correggio, ora in mano ai russi
REGGIO EMILIA. I soci russi diventavano ricchi intascandosi 37 milioni di euro grazie agli incentivi dello Stato, mentre la società reggiana da poco acquisita chiudeva per fallimento dopo esser rimasta con pochi spiccioli in cassa. Un caso finito nel mirino della Guardia di Finanza di Reggio, che ha portato all’arresto di tre nomi eccellenti.
LA TRUFFA. La complessa inchiesta vede coinvolta la Kerself, azienda nata a Prato di Correggio, specializzata nella produzione di impianti fotovoltaici, fiore all’occhiello della “new economy” reggiana, che negli anni d’oro fatturava 100 milioni di euro e dava lavoro a 160 persone. Poi, a partire dal 2008, l’entrata in società dei russi di Avelar Energy, riconducibile al gruppo russo Renova del magnate Viktor Vekselberg. Un filo rosso che collega Correggio e la Russia, tracciato nelle indagini svolte dalla Guardia di Finanza, che partendo da un’indagine fiscale alla Kerself, ha scoperto una truffa ai danni dello Stato da circa 37 milioni di euro relativa all'erogazione pubblica nel settore del fotovoltaico.
TRE IN MANETTE. In carcere è finito Igor Akhmerov, titolare della Avelar Energy Ltd, arrestato domenica sera a Ventimiglia e ora detenuto nel carcere milanese di San Vittore. In manette anche Marco Giorgi e Gianpiero Coppola, amministratori del gruppo Kerself poi Aion Renewables, che per anni hanno bazzicato nella provincia di Reggio. Dopo l’acquisizione, la società è stata trasferita a Milano. Tutti e tre sono già stati interrogati: i primi due hanno riposto alle domande, mentre il terzo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
IL MAGNATE. Le indagini rientrano nell’ambito di un'inchiesta della Procura di Milano che tocca gli affari del magnate russo Vekselberg, tra gli uomini più ricchi della Russia. Il suo gruppo individuò la Kerself, puntando sul business dell’energia solare che, dal 2009, cominciava già a tramontare. Gli arresti sono stati eseguiti nei giorni scorsi. Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip di Milano Enrico Manzi su richiesta dei pm Maurizio Ascione e Luca Poniz, titolare delle indagini in cui contestano a vario titolo i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e falso.
I SEQUESTRI. Le Fiamme Gialle di Reggio Emilia stanno inoltre eseguendo, sempre su disposizione del giudice, il sequestro preventivo di beni mobili e immobili a otto persone, tant'è il numero totale degli indagati, per 37 milioni equivalente della somma della truffa ipotizzata ai danni del Gestore Servizi Energetici (Gse spa)società totalmente partecipata dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Si ipotizza che il denaro sia finito all’estero. «Abbiamo svolto indagini accurate - spiega il comandante della Guardia di Finanza Ippazio Bleve - il caso si riferisce al triennio che va dal 2011 al 2013. Il tutto è partito da un accertamento che ha portato a galla la truffa».
LA RETE INTERNAZIONALE. In base agli accertamenti Avelar Energy Ltd, presieduta da Igor Akhmerov, 49 anni, residente a Zurigo, controlla direttamente e indirettamente 16 società italiane proprietarie di numerosi impianti fotovoltaici, dislocati principalmente nelle Regione della Puglia (Altamura, Ostuni, Margherita di Savoia, Cerignola ed altri) e della Basilicata (Matera, Metaponto), che hanno indebitamente beneficiato tra la fine del 2010 e l'aprile del 2013, di ingenti contributi in conto energia erogati nel settore del fotovoltaico da Gse. Secondo la ricostruzione della Procura tali società partecipate dalla svizzera Avelar, sarebbero state utilizzate per realizzare impianti fotovoltaici, questa è l'ipotesi, violando le norme vigenti: avrebbero usato pannelli solari di origine cinese facendoli passare, attraverso falsa documentazione, come originari della Ue e in particolare come provenienti dalla Polonia (dalla società Revolution 6), sia comunicando al Gse l'avvenuto completamento di impianti prima ancora della loro entrata in esercizio, anche traendo in inganno la società tedesca di certificazione Tuv Intercert Gmbh.
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