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Imprenditore arrestato per frode fiscale

Imprenditore arrestato per frode fiscale

Albinea: per la Finanza, Luca Bassi era a capo di un giro di fatture false. Evasi 60 milioni di euro

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ALBINEA. Bancarotta fraudolenta, bancarotta documentale, simulazione di crediti inesistenti in concordato preventivo. Ma anche reati di natura fiscale come dichiarazioni fraudolente mediante fatture o documentazioni false per operazioni inesistenti, false scritture contabili, emissioni di fatture per operazioni inesistenti e indebita compensazione di crediti non spettanti o inesistenti. E’ lunga la lista dei capi di imputazione che hanno portato all’arresto di Luca Bassi, imprenditore 50enne di Albinea da parte della Guardia di finanza di Trento nell’ambito dell’operazione “Bulldozer”: l’inchiesta che ha scoperto una complessa frode fiscale “a carosello” per circa 60 milioni di euro di evasione, imperniata principalmente su un enorme volume di fatture false.

Sono quindici in tutto gli indagati in tutta Italia, quattro i reggiani. Oltre a Bassi – l’unico per il quale è stata applicata la misura della custodia in carcere e attualmente è ristretto nella casa circondariale di Trento – ci sono altre due persone iscritte nel registro degli indagati, una della Bassa l’altra della prima collina.

Mentre hanno patteggiato un anno e undici mesi Stefano e Pietro Spano, padre pensionato e figlio disoccupato di Campegine: per l’accusa, erano i prestanome della ditta Orme Srl di Trento, che produceva macchine movimento terra. L’impresa, che un tempo fatturava 20 milioni di euro, è fallita nel 2011, dopo essere stata trasformata prima in una società filtro e poi in una vera e propria cartiera: ha fatto in tempo ha creare qualcosa come 3 milioni di crediti fittizi. Prima di fallire, chi ci stava dentro aveva tentato la strada del concordato, ma il curatore fallimentare e la finanza hanno capito che dentro c’era qualcosa che non andava.

Coinvolte nel giro sono numerose altre società: quattro reggiane, tre parmensi, una forlivese, due riminesi, una milanesi e tre all’estero (due in Spagna, una in Inghilterra). Dietro di esse, secondo le indagini coordinate dal colonnello Fabrizio Nieddu, c’era sempre la figura di Bassi: per chi indaga, era l’amministratore di fatto e il socio occulto.

In parallelo all'arresto di Bassi, sono stati posti sotto sequestro in vista della confisca beni immobili, autovetture, quote societarie e disponibilità finanziarie, molte delle quali intestate a prestanome, per un valore di quasi 6 milioni di euro. (el.pe)

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