Conti bloccati, primi aiuti alla famiglia
Casalgrande: consegnati i soldi raccolti dai cittadini. Il Comune acquista medicine e sollecita lo sblocco tramite i legali
CASALGRANDE. Arrivano i primi e preziosissimi sostegni concreti, di cittadini generosi e delle istituzioni, per la famiglia di Casalgrande in difficoltà economica dopo il blocco – a causa di una ingiunzione – del conto postale su cui il figlio disabile riceve l’accompagnamento di invalidità. La storia riguarda una donna rumena, il figlio avuto durante una precedente relazione e il marito italiano, nei guai a causa di diversi mesi di affitto non pagati, che hanno portato ad una causa e a un blocco del conto postale, tutt’ora “immobilizzato” da un cortocircuito burocratico. Da un lato si è mosso il Comune di Casalgrande, con il sindaco Alberto Vaccari e i servizi sociali. La famiglia è stata aiutata in maniera decisiva nell’acquisto dei medicinali necessari al figlio e per la spesa quotidiana, anche grazie alla collaborazione di una farmacia del centro del paese. Inoltre, questa mattina il giovane – un 19enne tetraplegico invalido al 100% – verrà portato con mezzi sanitari forniti dal Comune alla visita di controllo che deve fare a Reggio. L’amministrazione ha poi contattato gli avvocati coinvolti e ottenuto l’invio urgente di una lettera di “sblocco”, che dovrebbe permettere nel giro di pochi giorni la riattivazione del conto corrente fermo. Anche alcuni cittadini reggiani hanno dato un bel contributo. Ieri mattina il nucleo famigliare ha ricevuto una busta con denaro contante, raccolto da una donna reggiana che – dopo aver letto la vicenda sulla Gazzetta di Reggio – ha deciso di mobilitarsi: «Ho letto quello che stanno vivendo – aveva spiegato – e mi piacerebbe poter aiutare questa famiglia. Sono cose che nel 2014 non dovrebbero succedere. Mi piacerebbe dare un contributo». Si è messa in azione e ha coinvolto alcuni colleghi di lavoro per fare una colletta e donarla poi ai tre, ovviamente commossi per la generosità. Fra il 2012 e il 2013 la famiglia ha saltato alcune mensilità dell’affitto della casa di Scandiano dove viveva allora, dopo la perdita del lavoro di entrambi i coniugi. La padrona di casa ha fatto causa ottenendo un’ingiunzione del tribunale per il blocco dei 2 conti correnti postale intestati al marito e alla moglie. Qui si è generato il problema. Il conto della donna è infatti co-intestato al figlio, ed è lì che il 19enne riceve l’accompagnamento e la pensione per l’invalidità (circa 700 euro al mese totali) e l’assegno di cura bimestrale sui mille euro. Anche questi soldi – destinati al ragazzo – sono diventati inaccessibili. Nel frattempo è stato trovato un accordo con la creditrice, che riceverà il 20% dello stipendio del marito (che nel frattempo ha trovato un nuovo lavoro) sino a estinguere il debito. A quel punto, l’ingiunzione non aveva più scopo, ma Poste Italiane, senza una comunicazione ufficiale del tribunale, non ha potuto sbloccare l’accesso, e si è rischiato di dover attendere sino all’udienza (fine settembre). Così anche gli assegni di cura del ragazzo non sarebbero stati utilizzabili e la famiglia si è trovata da un giorno all’altro senza un euro, letteralmente. Ora la situazione sembra vicina a sbloccarsi, in attesa della risposta delle Poste.
Adriano Arati
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