Facchini, si volta pagina arriva il contratto di rete
“Bollino verde” della Cgil alla B Group srl di Rolo con stabilimenti in tutta Italia Le commesse saranno assegnate solo a chi rispetta gli accordi nazionali
REGGIO EMILIA. C'era una volta in cui, fra Correggio e Carpi, quasi ogni donna aveva in casa una macchina per lavorare a maglia o si guadagnava da vivere in una delle tante industrie tessili del comprensorio. Oggi i pochi stabilimenti rimasti si servono perlopiù di lavoratori esternalizzati i quali, pur operando all'interno della fabbrica, sono soci di cooperative appaltatrici, che offrono trattamenti peggiori di quelli previsti dai contratti ordinari. I sindacati, quindi, salutano come una vittoria storica l'accordo di rete firmato lunedì scorso, al termine della prima e unica giornata di sciopero, con B Group srl e Gm. Con tale intesa, la prima firmata in Italia, il gruppo di Luciano Beretti, che lavora per i grandi marchi della moda, si impegna ad esigere che anche ai lavoratori esternalizzati si applichino i contratti nazionali di lavoro nello stabilimento di Rolo e negli altri quattro sparsi fra l'Emilia e il Veneto. Lo scopo è «garantire l'occupazione e la legalità del lavoro».
Dal primo ottobre prossimo le cooperative, se vorranno mantenere l'appalto, dovranno applicare i minimi salariali e le progressioni economiche previsti dal contratto nazionale dei tessili per le attività di cucito, stireria e controllo dei tessuti o dal contratto nazionale merci e logistica per le altre attività di magazzino. Entro il 31 ottobre 2015, poi, dovranno essere applicate tutte le altre clausole contrattuali. A Rolo ne trarranno beneficio centocinquanta lavoratori, che diventano duecento (per l'ottanta per cento donne e per il 70% di nazionalità italiana) nei periodi di alta stagione, come quello attuale. Complessivamente l'accordo riguarda i quattrocento lavoratori dei cinque stabilimenti italiani, che si trovano anche a Ravarino e Bentivoglio, in provincia di Bologna, a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, e a Biancade (Treviso), occupando una superficie di 80mila metri quadri e movimentando 60mila capi all'anno. Rimangono estranei all'intesa gli stabilimenti che il gruppo possiede all'estero, occupando 150mila metri quadri di magazzini in Cina, a Hong Kong e in Cambogia. I delegati sindacali Sabrina Giovanelli della Filt-Cgil, Gregorina Camastra, Carmela Tortora e Di Manca Aleksandrova sono unanimi: «E' un accordo da bollino verde, che si ispira a un criterio etico. Il gruppo Beretti decide di stare sul mercato nella legalità dando dignità al lavoro. Le sue scelte sono in antitesi con quelle del gruppo concorrente Snatt e di altri gruppi, che consentono alle ditte appaltatrici di sfruttare i lavoratori offrendo retribuzioni inferiori a quelle previste dai contratti nazionali».
Luciano Salsi
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