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«Questa estate va considerata un’anomalia meteo»

«Questa estate va considerata un’anomalia meteo»

Luca Casoli, referente meteo del Consorzio fitosanitario: «Ma gli eccessi vanno osservati e studiati»

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REGGIO EMILIA. Lo straordinario evento piovoso che si è verificato l’altro ieri stimola importanti riflessioni a proposito di un clima sempre più anomalo ed imprevedibile. Ne abbiamo parlato con Luca Casoli, agronomo del Consorzio fitosanitario provinciale di Reggio e referente meteo dell’ente.

Casoli, ci dovremo abituare a convivere con inverni sempre più caldi ed estati sempre più fredde ?

«Le due cose vanno distinte. Inverni sempre più caldi ci accompagnano ormai da una decina di anni a questa parte e sembrano essere effettivamente una tendenza mentre l’anomalia della temperatura estiva, particolarmente bassa rispetto ad una media ben più elevata, peraltro che arriva dopo due estati consecutive torride, deve essere considerata una singolarità. L’analisi della tendenza delle temperature evidenzia una proiezione al rialzo termico sia invernale che estivo».

E le piogge ?

«L’anomalia delle piogge va invece ricercata nella collocazione temporale. Non piove più secondo uno schema che consideravamo ormai classico ma in modo del tutto anomalo con eventi anche copiosi, su periodi a volte brevi a volte lunghissimi».

Perché ?

«La più significativa anomalia a cui attribuisco la più grande responsabilità è l’incremento della frequenza dell’arrivo sul nostro territorio dell’Anticiclone Africano che in passato arrivava solo occasionalmente mentre ora si presenta anche sei o sette volte in un anno. Questo si è di fatto sostituito, come frequenza, al ben più noto Anticiclone delle Azzorre che era il responsabile del nostro clima tipico del passato».

Quindi il clima è mutato irreversibilmente ?

«Il clima del futuro lo si può immaginare solo lavorando sulla proiezione dei dati oggettivi raccolti in questi ultimi anni che ci portano a confermare la tendenza di un incremento delle temperature sia minime che massime sia invernali che estive. Gli eccessi, come quello della straordinaria scarsità di freddo dell’inverno passato o del freddo di questo luglio o della piovosità quadruplicata di questo mese devono essere considerate eccezioni. Ma sarà da osservare con attenzione la frequenza di queste anomalie». (c.co.)

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