Gazzetta di Reggio

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«Il cogeneratore è legale e i documenti ci sono»

di Martina Riccò
«Il cogeneratore è legale e i documenti ci sono»

Bibbiano, il sindaco risponde alle accuse del comitato e di “Ambiente e salute” «Nessun complotto in atto, chiunque può chiedere chiarimenti in Comune»

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BIBBIANO. L’impianto di cogenerazione di Corniano è stato spento due mesi e mezzo fa, ma lo stesso non si può dire delle polemiche che lo riguardano.

Il comitato dei cittadini, nato subito dopo l’accensione del cogeneratore, non ha ancora dimenticato la colonna di fumo che era uscita dalla ciminiera dell’impianto investendo tutte le persone che si trovavano nelle vicinanze, e intossicandone alcune. Non ha nemmeno dimenticato che il cogeneratore è stato costruito dalla mattina alla sera, senza che l’amministrazione coinvolgesse i cittadini o desse qualche avviso in merito. E, soprattutto, non ha ancora dimenticato che i documenti e i dati che hanno dato il via alla costruzione dell’impianto sembrano spariti nel nulla. A fianco del comitato, poi, si è schierata anche l’associazione “Ambiente e salute” di Correggio e San Martino in Rio che, attraverso Valterio Ferrari, ha fatto ulteriore pressione sul Comune per fare luce sulla faccenda.

Il clima a Bibbiano non si è disteso nemmeno quando, dal Comune, è arrivato l’annuncio che il cogeneratore, chiuso il 17 marzo, sarebbe rimasto spento almeno fino a ottobre.

«A questo punto riteniamo doveroso, nel rispetto della verità e dei fatti, ma in primo luogo dei cittadini, tra cui è compreso il signor Valterio Ferrari, bibbianese doc, chiarire alcuni aspetti che risultano fondamentali per comprendere la questione relativa al cogeneratore di Corniano», scrive in una nota il sindaco Andrea Carletti.

«Tutti gli atti adottati dal Comune di Bibbiano in questo procedimento sono legittimi e rispettosi delle norme vigenti sia per quel che riguarda la materia urbanistica che per l’edilizia – assicura il primo cittadino – e hanno ottenuto pareri positivi da parte dei competenti organi rispetto a sicurezza ed igiene. L’area su cui sorge l’impianto, poi, è un’area industriale-artigianale e non solo artigianale». Una delle accuse mosse all’amministrazione, infatti, è che l’impianto sia stato costruito in un luogo non idoneo, dal momento che confina con un caseificio e dista pochi metri da scuole e un quartiere residenziale. «Non è nostra abitudine fare complotti – prosegue Carletti – ma agire in modo chiaro e trasparente nel rispetto della legalità e dell’interesse pubblico. Metodo che abbiamo utilizzato anche nell’affrontare le problematiche legate al funzionamento dell’impianto. Abbiamo infatti ascoltato il comitato e abbiamo condiviso con esso un percorso alla luce del sole, finalizzato all’istituzione di un gruppo tecnico di lavoro. Gruppo in cui – aggiunge – saranno presenti tutte le parti interessate e che sarà chiamato a chiarire ed approfondire ogni aspetto richiedendo, se necessario, eventuali ulteriori documentazioni. Inoltre – precisa il sindaco – ci tengo a sottolineare che tutti i documenti richiesti sono stati regolarmente consegnati, ma che all’amministrazione non risulta pervenuta alcuna richiesta da parte della citata Legambiente. In ogni caso, chiunque fosse interessato può venire a chiedere chiarimenti. Colgo l’occasione – conclude infine il primo cittadino – per ringraziare il comitato per il contributo fattivo e propositivo che sta fornendo. Si tratta infatti di un interlocutore fondamentale per perseguire quello che riteniamo essere, di questa vicenda, l’obiettivo prioritario: la tutela della salute dei cittadini».

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