Ospedale Santa Maria, mobilitazione contro l’esternalizzazione del servizio barelle
Sindacati sul piede di guerra. Tentativo di conciliazione andato a vuoto. Si tratta in prefettura
REGGIO EMILIA. Sindacati sul piede di guerra all'ospedale Santa Maria Nuova. Dopo il tentativo di conciliazione andato a vuoto che si è svolto ieri in prefettura, Cgil, Cisl, Iil, Fials, Fsi ed Rsu hanno proclamato in queste ore lo stato di agitazione dei lavoratori. Oggetto dello scontro con i vertici dell'azienda sanitaria è la gara di appalto del servizio dei trasporti ordinari cui i sindacati sono contrari. La direzione dell'azienda ospedaliera, dopo mesi in cui sembrava voler sospendere l'aggiudicazione per mantenere il servizio barellieri all'interno dell'ospedale, un paio di settimane fa ha deciso di riattivare l'esternalizzazione. Da qui lo scontro e il tentativo di conciliazione in Prefettura, dove è emerso che l'azienda ha scelto di procedere con la gara in seguito al rifiuto, da parte dei lavoratori e dei sindacati, di aumentare l'orario di lavoro per il periodo estivo.
Motivazioni che, secondo le organizzazioni sindacali «fino ad oggi sono state nascoste dietro a parole come “riqualificazione” e “riorganizzazione”, quando in realtà si tratta di una vera e propria ritorsione».
La richiesta al direttore generale del Santa Maria, Ivan Trenti, è quindi di recedere dalla gara. Nel frattempo lo stato di agitazione «porterà ad attuare delle iniziative che verranno programmate nei prossimi giorni».
«Essendo emerso durante il confronto odierno - scrivono i sindacati citando il verbale della Prefettura - che “l’Azienda ha ritirato la proposta di maggio 2014 (che prevedeva il mantenimento della gestione diretta) a fronte del mancato accordo sull’orario di lavoro estivo del personale dell’Azienda Santa Maria Nuova, la La vicenda dell’appalto è un esempio di come il direttore generale, Ivan Trenti, concepisce le relazioni con i lavoratori. Del tipo: o si accetta quello che ho già deciso oppure, in un modo o nell’altro, ci saranno delle conseguenze. Oggi sotto tiro ci sono gli operatori del servizio trasporti e 20 precari, domani chi altro? Basta con questi metodi - si conclude la nota dei sindacati - invitiamo il dottor Trenti a ritornare sui suoi passi, a non procedere con l’aggiudicazione e a rispettare quanto precedentemente concordato in ordine alla gestione diretta del servizio».
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