Paoli: «A Bagnolo comanda l’Unieco»
La cooperativa è la proprietaria della palestra. La società Zuccagialla la gestisce. Ma se l’affitto non cala, dovrà chiudere
BAGNOLO. Hanno ballato davanti al municipio. Hanno alzato il volume, in modo che la musica arrivasse fino alla sala dove era riunito il consiglio comunale. Hanno lottato per evitare che la società Zuccagialla – da cui la palestra in via Olimpia ha preso il nome – chiudesse i battenti. L’obiettivo era tirare sindaco e consiglieri dalla loro parte, in modo che trattassero con la cooperativa Unieco – costruttrice e proprietaria della struttura – e ottenessero un affitto più basso di quello attuale (tra i 35 e i 37mila euro all’anno). L’entusiasmo, i colori e i suoni della protesta “sportiva”, però, si sono smorzati presto. Il Comune, infatti, stando all’accordo sottoscritto con la cooperativa nel 2004, non ha alcun diritto di intervenire nelle trattative. «A voler pensare bene si potrebbe dire che è imprigionato in una convenzione stipulata troppo alla leggera – commenta Gianluca Paoli, il consigliere della lista civica “Bagnolo Viva” – ma io credo che, invece, siano finalmente giunti al pettine dei nodi che vengono da lontano.
Mi dispiace molto per la palestra Zuccagialla, che era diventata un punto di riferimento importante per la comunità. Purtroppo, anche se Unieco avesse sistemato il pavimento, il tetto e gli altri danni strutturali, e avesse costruito la più volte promessa piscina coperta, non credo che la società avrebbe potuto sollevarsi: erano anni che Zuccagialla finiva in passivo. Ma il problema è un altro: il fatto è che il Comune non è padrone in casa propria, perché in realtà Bagnolo è nelle mani di Unieco». Il caso Zuccagialla, insomma, secondo Paoli non sarebbe altro che la punta più superficiale dell’iceberg. «Con Unieco abbiamo troppe partite aperte – denuncia il consigliere – deve riqualificare a sue spese la piazza, deve rispondere dell’esproprio Negri (dando al Comune più di 400mila euro), deve occuparsi delle asfaltature insieme alla coop Andria. A Bagnolo, insomma, comanda lei. E quando ha costruito la palestra di via Olimpia, nel 2005, l’ha fatto per lucro: la struttura l’ha realizzata in economia (e si sono viste le conseguenze: dopo due mesi dall’inaugurazione è piovuto dentro, il parquet si è imbarcato e la società Zuccagialla è stata costretta a sostituirlo a sue spese) e, come se non bastasse, ha ottenuto in cambio il permesso di costruire all’interno del comparto direzionale, quello della Coop e dell’obrobrio hotel Silver, dove non si poteva più realizzare nulla».
Ma il j’accuse di Paoli va oltre. «In consiglio comunale il sindaco, come se si trattasse di una cosa normale, ha affermato che “da bravi galantuomini” quelli di Unieco hanno dato 50mila euro al Comune, come anticipo sulla cifra totale che devono dare. Poi ha aggiunto: “A causa del polverone della palestra Zuccagialla, però, la cooperativa Unieco mi ha detto che ci troveremo per parlarne più avanti”. Come a dire che così le cose non vanno e dobbiamo fare i bravi. Purtoppo – conclude il consigliere – con questi amministratori la luce in fondo la tunnel non si vedrà mai. Sono anni che a Unieco viene data la possibilità di costruire dove non si potrebbe o di acquistare le aree edificabili dei prossimi vent’anni. Ci sono corresponsabilità che andrebbero chiarite».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
