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Sbloccato il conto corrente Il figlio può essere curato

Sbloccato il conto corrente Il figlio può essere curato

Casalgrande, il ragazzo disabile ha ricominciato a ricevere gli assegni di invalidità La mamma: «Grazie a chi ci ha aiutato e a chi ha raccontato la nostra storia»

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CASALGRANDE. Il conto alle Poste è sbloccato, il figlio disabile può finalmente ricevere i suoi assegni di cura e lei è molto più serena e rilassata.

Sembra essersi risolta in maniera positiva la vicenda della famiglia di Casalgrande che, qualche giorno fa, era finita in improvvisa difficoltà economica dopo un’ingiunzione del tribunale in seguito di una causa per affitti non pagati. «Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato, alle persone che si sono impegnate, alla Gazzetta di Reggio per aver raccontato la nostra storia, al sindaco di Casalgrande Alberto Vaccari che si è impegnato tantissimo, a chi ci ha mostrato solidarietà donandoci dei soldi, a chi ci è stato vicino anche con un piccolo gesto». È un getto di parole quello che, dopo una settimana di tensioni, esce dalla bocca della 37enne rumena protagonista della vicenda assieme al figlio 19enne, tetraplegico della nascita avuto da una precedente relazione in patria, e al marito, italiano disabile al 60% per problemi di udito. «Anche io non sono stata bene, ma adesso sto meglio, e voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno dato una mano», afferma la donna dopo aver vissuto giorni di grande paura e di disperazione. La vicenda, almeno nella sua prima parte, si è conclusa. Ora si aspetta l’udienza in tribunale, che è stata spostata ad inizio ottobre dalla prima data di fine settembre. Ieri mattina il conto corrente postale intestato a madre e figlio, dove il ragazzo riceve i suoi assegni di cura per medicine e terapie, è di nuovo accessibile. E la donna lo ha subito utilizzato per pagare i piccoli debiti – farmaci e la spesa per casa – contratti nei giorni scorsi, quando grazie all’intervento del sindaco di Casalgrande Alberto Vaccari aveva ottenuto credito dalla farmacia e dal negozio di alimentari. Decisivo l’intervento dell’avvocato della donna, che aveva fatto causa contro la coppia per degli affitti non pagati fra il 2012 e il 2013, quando vivevano a Scandiano. Il legale si è attivato in tribunale, facendo presente che la sua cliente aveva trovato un accordo con i debitori (il 20% dello stipendio del marito verrà versato alla creditrice), e che i conti correnti postali pignorati potevano essere sbloccati.

Solo a quel punto Poste Italiane, vincolate dal mandato giudiziario, hanno potuto riattivare il conto risolvendo il problema principale. Il conto, infatti, è intestato a madre e figlio, e lì vengono depositati i vari assegni di cura per il 19enne, invalido al 100%. Con il pignoramento, anche la sua parte di conto non era accessibile, togliendo le ultime risorse alla famiglia, anche per cibo e medicinali. «Questo non era giusto, non sapevo più come fare la spesa o come comprare le medicine a mio figlio, e non era giusto, perché lui non c’entrava nulla con la causa e con i debiti, quelli erano e sono soldi suoi», spiega la 37enne rumena. «Io e mio marito sappiamo di aver sbagliato, di aver accumulato dei ritardi negli affitti, e non discutiamo quello, anche se non l’abbiamo fatto per fare dei viaggi o delle spese folli, ma solo perché eravamo tutti e due senza lavoro. A ogni modo, mio figlio non aveva colpe, per fortuna adesso la situazione si è sbloccata, grazie a tutti davvero».

Adriano Arati

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