Biogas, per vedere i documenti basta pagare
Correggio, li aveva chiesti il comitato Ronchi. Il Comune: c’è un errore di forma nella richiesta
CORREGGIO. «In questi anni il Comune ha sempre prodotto tutta la documentazione richiesta nei tempi e nelle modalità previsti».
Il Comune di Correggio rimanda le accuse al mittente, e più precisamente al comitato “Ronchi per l’Ambiente” che, nei giorni scorsi, aveva denunciato il negato accesso agli atti amministrativi riguardo gli impianti biogas del territorio correggese. «Occorre specificare – dicono dal Comune – che risultano presentate agli uffici competenti quattro richieste di accesso agli atti da parte dei responsabili del comitato Ronchi. Nelle richieste si invoca la produzione di tutta la documentazione inerente all’impianto di biogas per quanto riguarda Cat, Fattorie San Prospero, Ronchi Energy Farm e Gmp Bioenergy». Documenti che, secondo il comitato, servirebbero ai cittadini per capire cosa realmente stiano facendo gli impianti, quali siano i loro piani imprenditoriali e, quindi, per potersi tutelare. I documenti, però, sono bloccati e questo sembra accadere per due motivi, tra cui il non aver presentato la documentazione necessaria al momento della richiesta. «Al momento – spiega il Comune – le richieste sono state sospese, così come notificato allo stesso comitato lo scorso 16 luglio, perché carenti del pagamento dei diritti di accesso oltre che dei documenti del richiedente. In pratica, una volta accettata la richiesta, il Comune ha 30 giorni per produrre la documentazione ma al soggetto richiedente spetta il versamento di 30 euro, che servono in gran parte a coprire le spese per la stampa degli atti stessi. Il comitato Ronchi non ha versato quanto dovuto, da cui la situazione di sospensione delle richieste notificata ai responsabili». E se questo problema è facilmente risolvibile, più difficile sarà superare il secondo scoglio.
«La consegna di atti che riguardano terze parti – spiega l’amministrazione – deve essere comunicata anche ai soggetti coinvolti, i quali hanno la possibilità di presentare controdeduzioni. È il caso delle ditte interessate, motivo per cui, nel periodo di commissariamento, era stata inviata richiesta di parere – che non è ancora pervenuto – all’apposita commissione ministeriale per l’accesso ai documenti amministrativi. Tutto lascia supporre, dunque, che anche queste nuove richieste dovranno seguire lo stesso iter». Spiegazioni, queste, che ancora una volta non convincono il comitato Ronchi. (s.p.)
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