Colf legata e rapinata in villa dai banditi
Canossa: l’assalto alle 8 di mattina nella residenza estiva di un imprenditore. I malviventi sono fuggiti con gioielli e cellulari
CANOSSA. L’hanno assalita all’improvviso. Bloccata. Legata mani e gambe con del nastro adesivo. E, infine, derubata.
E’ la drammatica sequenza della rapina in villa registrata venerdì mattina in un’abitazione di via Petrarca, la strada che collega Cerezzola a Trinità. La vittima dell’assalto è la governante della casa: l’abitazione, infatti, è la residenza estiva di un imprenditore reggiano.
L’ASSALTO. Tutto è successo verso le 8. Un orario insolito per un assalto. Perché la maggior parte delle persone di prima mattina è già sveglia e operativa, impegnata nelle proprie attività quotidiane. Anche in questi giorni di estate inoltrata.
In casa, in quel momento, c’era solo una donna, una 28enne di origine rumena incaricata di governare la villa.
Non si può escludere che la banda non si aspettasse di trovare qualcuno in casa. O forse, ha mirato proprio a quello: di sorprendere la donna delle pulizie sola e vulnerabile, per riuscire a entrare nell’abitazione e a trovare i gioielli.
Di fatto, quello che la donna ha raccontato agli investigatori è di essere stata assalita da una banda composta da più persone, con il volto coperto. Ha parlato di almeno tre persone. E una di questa potrebbe essere una donna: la vittima l’ha sentita parlare e, secondo quanto ha potuto capire, aveva un accento dell’est Europa.
LEGATA MANI E PIEDI. Per la giovane vittima sono stati attimi concitati, carichi di terrore. I malviventi, infatti, le hanno legato mani e piedi con del nastro adesivo. Ancora non è chiaro se lo abbiano trovato all’interno dell’abitazione o se lo avessero già con loro quando sono entrati: un aspetto sul quale si concentreranno i carabinieri.
Una volta bloccata la donna, i banditi si sono messi alla caccia di gioielli all’interno dell’abitazione: li hanno trovato e portati via. E prima di fuggire si sono preoccupati di rubare anche i due telefoni cellulari della colf.
La donna ha dovuto gridare a lungo per riuscire a farsi sentire da qualcuno, una volta che i banditi se n’erano andati. E’ stato un passante a intervenire e a chiedere l’intervento dei carabinieri.
LE INDAGINI. Sull’episodio, sono in corso indagini serrate da parte dei carabinieri. Anche per questo, i particolari che trapelano sono pochi e piuttosto scarni.
Il lavoro dei militari della stazione di San Polo, competenti per territorio, al momento è mirato a raccogliere più informazioni possibili sulla banda. Che, data l’ora in cui è entrata in azione, potrebbe essere stata vista da più persone, la cui testimonianza si potrebbe rivelare di primaria importanza.
Per ora, c’è quella della ragazza. E’ stata sentita a lungo per cercare di ricostruire la sequenza dei fatti accaduti e per raccogliere particolari sui banditi, che l’hanno assalita.
Altri accertamenti sono stati fatti all’interno stesso dell’abitazione. A caccia di eventuali tracce lasciate dai malviventi.
Quello che è certo è che un episodio del genere, insieme all’altro assalto in villa intercettato nelle stesse ore a Rolo (vedi il servizio a pagina 31) in pieno giorno non fa che aumentare la paura delle scorribande delle bande di malviventi sul territorio. Troppo spesso, senza scrupoli. Al punto da mettere le mani addosso a chi trovano in casa, pur di impossessarsi dei gioielli e dei valori di cui sono predatori.
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