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«Lo Stato ci ha trasformati in esattori»

«Lo Stato ci ha trasformati in esattori»

Scandiano, il Comune ha tre milioni di euro in meno a bilancio. Il sindaco: «Ma faremo il possibile per aiutare i cittadini»

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SCANDIANO. Un bilancio «impegnativo», che deve fare i conti con tagli di oltre 3 milioni di euro nel giro di pochi anni. Lo ha approvato a maggioranza il consiglio comunale nella seduta del 31 luglio scorso, quando sono state votati sia il bilancio di previsione per il 2014, sia le linee programmatiche di mandato della nuova amministrazione Pd, guidata dal confermato sindaco Alessio Mammi.

La discussione si è protratta per ore, con interventi di buona parte dei consiglieri e approfondimenti sui vari punti della proposta, che si è rivelata particolarmente complessa da elaborare: le scelte finanziarie arrivano in un momento di grande difficoltà per gli enti locali, che sono sottoposti ad un continuo calo di risorse e devono accettare i ritardi e le variazioni legislative a livello nazionale che, però, si riverberano sul territorio creando ulteriore complessità. «Il lavoro è stato estremamente impegnativo, questo è l’anno sicuramente più difficile per la predisposizione dei bilanci. I molti tagli e la tanta incertezza normativa ci hanno portato ad approvare il bilancio a fine luglio, come quasi tutti i Comuni della provincia», riflette Mammi. I numeri sono impietosi, il bilancio di Scandiano dal 2010 è passato da 18,3 milioni di euro ai 14,9 milioni euro attuali, 3.4 milioni in meno figli di ulteriori riduzioni dei trasferimenti statali: «Dal 2010 ad oggi le risorse del Comune derivanti dai trasferimenti dello Stato si sono ridotte di circa 4 milioni di euro con una variazione negativa del 19%», sottolinea il sindaco. Per fronteggiare la situazione, l’amministrazione ha cercato di razionalizzare, aiutata dall’estinzioni di alcuni mutui accesi in passato ed ora saldati, seguendo una precisa politica di limitazione dell’indebitamento: «Ci ha dato una boccata d’ossigeno fondamentale in questa fase». Il lavoro ha riguardato anche la macchina comunale, con un netto calo del parco auto – che da 17 mezzi passa a 5 – il dimezzamento delle indennità per gli assessori e un riordino delle spese per la pulizia e il servizio neve. I sacrifici, però, sono stati inevitabili: «I servizi fondamentali rimangono, ma con meno personale e meno risorse di prima – spiega Mammi – Iniziative ed eventi sono pesantemente ridotti, aiuti allo sport e al volontariato sono stati rivisitati. Imponente il lavoro di riduzione dei consumi energetici e delle utenze. Noi – aggiunge – facciamo la nostra parte cercando di portare il nostro contributo al risanamento, cercando soprattutto di garantire un futuro al nostro territorio». In questo contesto l’amministrazione ha tentato di non aumentare il carico fiscale sugli abitanti e sulle attività produttive, «per non creare ulteriori aggravi a categorie già in difficoltà a causa dell’attuale crisi economica». Non sono state aumentate le aliquote Imu per gli edifici industriali e artigianali, così come sono rimaste quote agevolate per gli immobili commerciali e per i laboratori usati direttamente dai proprietari per le loro attività, oltre che per gli spazi residenziali affittati a canone concertato. La Tasi sarà al 3.3 per mille e riguarderà solo le abitazioni principali; vi saranno poi delle detrazioni progressive per gli immobili con rendite catastali fino a 600 euro e un bonus, che garantirà 20 euro in meno a famiglia per ogni figlio sotto ai 26 anni. Nessun aumento neppure per l’addizionale comunale Irpef, che si mantiene nell’aliquota di 0.55%, con l’esenzione sotto i 10mila euro di debiti. Archiviati i mesi di lavoro e l’approvazione del bilancio, Mammi allarga la riflessione alla situazione nazionale: «Ci hanno trasformato in esattori per conto dello Stato», commenta amaramente. E ragiona: «Abbiamo fornito un contributo al risanamento molto superiore al peso del comparto, abbiamo visto ridotte gravemente le nostre funzioni e le nostre autonomie. Eppure – prosegue – continuiamo ad essere l’istituzione più vicina ai cittadini e fondamentale elemento di democrazia e partecipazione dal basso alla vita pubblica. I Comuni non rappresentano il territorio, ma sono il territorio». Adriano Arati

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