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L’omaggio di San Polo a Claudio Abbado

Giulia Bassi
L’omaggio di San Polo a Claudio Abbado

In memoria del maestro stasera, lunedì, 4 agosto l’orchestra Spira Mirabilis

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SAN POLO (REGGIO EMILIA). Sul loro sito internet compaiono in piedi sorridenti, con il proprio strumento in mano, ognuno con una posa diversa, vivace e non stereotipata. Questo la dice lunga sui musicisti che compongono la Spira Mirabilis, professionisti provenienti da tutto il mondo e attivi nelle migliori orchestre europee. Questa sera, lunedì 4 agosto, (ore 21) il gruppo inaugurerà l’edizione 2014 del festival Sesto Rocchi di San Polo, in piazzetta Sartori, con la Sinfonia n.3 “Eroica” di Beethoven, dedicata Claudio Abbado. «L’Eroica per noi è come un libro – ci racconta la calrinettista Miriam Caldarini a nome dell’orchestra – che di tanto in tanto si sente il bisogno di rileggere. Dopo qualche tempo, riprendiamo in mano il libro e proviamo a vedere a che punto siamo arrivati, cosa possiamo ancora capire e scoprire. Il titolo rischia già di confonderci: di che eroismo si parla? Il dubbio, la nostalgia e il dolore sono sempre presenti o incombenti: non è l’eroismo esaltato e muscolare di chi agisce senza farsi domande, ad essere al centro di questo racconto. Indubbiamente eroiche per il tempo sono invece le dimensioni e le proporzioni della sinfonia: Beethoven raccomandava di eseguirla all’inizio dei concerti (all’epoca vere maratone musicali) perché il pubblico la sentisse quando era ancora riposato. Ma siamo convinti che l'’Eroica sia tuttora un libro avvincente e affascinante. Noi non riusciamo più a farne a meno. E vogliamo comunicarlo anche al pubblico». Profonde sono le differenze tra la Spira e le altre orchestre. La prima è che suonano senza direttore, e poi amano esibirsi in luoghi non propriamente consacrati alla classica: fino a qualche anno fa provavano e si esibivano alla Polisportiva di Formigine. Altra peculiarità della Spira è che non considerano i concerti la finalità ultima del loro lavoro: capita spesso che, infatti, una volta terminata l’esibizione ricomincino a suonare e parlare con il pubblico per coinvolgerlo maggiormente. «Spira Mirabilis è prima di tutto è un progetto – spiga la clarinettista Miriam Caldarini – Il nome deriva da una figura geometrica che, a prescindere dalla propria dimensione, è sempre sovrapponibile a se stessa. Allo stesso modo per i musicisti della Spira, indipendentemente dalla grandezza del gruppo coinvolto, l’obiettivo è sempre quello di lavorare insieme con lo spirito di un allargato gruppo da camera, costruendo un pensiero collettivo che porti a una visione interpretativa condivisa da tutti, senza accettare compromessi». Per entrare nella dimensione giusta sono stati aiutati da musicisti come Lorenzo Coppola, Malcolm Bilson, Heinz Holliger. Con loro sono nati anche percorsi legati all’utilizzo di strumenti originali. Tra i fondatori del gruppo troviamo musicisti di razza come Lorenza Borrani, Timoti Fregni e Giacomo Tasini. Poco dopo la sua nascita, nel 2007, la Spira Mirabilis ha iniziato a raccogliere riconoscimenti: nel 2010 è stata insignita del Förderpreis Deutschlandfunk, prestigioso premio delle radio tedesche per la migliore promessa del panorama musicale, ed è stata nominata “Ambasciatrice della cultura europea” per il 2012. Il documentario “La Spira” realizzato da Ideale Audience ha poi vinto il premio come migliore film educational al 30esimo Fifa Awards di Montréal.

 

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