Rifiuti, un no all’impianto di Gavassa
L’associazione Ambiente e Salute di Correggio e San Martino: «Come sempre ci guadagna solo Iren»
REGGIO EMILIA. Ad una settimana dalla presentazione del progetto definitivo del nuovo impianto per lo smaltimento dei rifiuti che sorgerà a Gavassa, l’Associazione Ambiente e Salute di Correggio e San Martino in Rio interviene manifestando tutto il suo disappunto.
«Dopo anni - si legge nella nota dell’associazione - in cui i vari Graziano Delrio (sindaco di Reggio) Ugo Ferrari (assessore, vicesindaco e sindaco subentrante a Reggio), Mirko Tutino (assessore in Provincia e ora in comune a Reggio), Gianmaria Casarini (assessore a San Martino nonché portavoce dei Verdi) ci hanno tartassato con la storia che il Tmb era l'opera meravigliosa che avrebbe fatto sparire i rifiuti dal nostro territorio, ora ci vengono a dire che un impianto di solo Tm è ancora meglio». «Fior di piani redatti ed approvati in pompa magna - continua la nota - di costosi studi tecnici commissionati e di procedure approvate o in corso di approvazione sono diventate obsolete dalla sera alla mattina. Cosa sarà mai successo? Domanda legittima, risposta però non pervenuta. Sì fa così perché è meglio così. Punto».
«Posto che eravamo in disaccordo prima - dicono gli ambientalisti di Correggio e San Martino - così come lo siamo anche adesso su questa impostazione “capovolta” della gestione dei rifiuti (capovolta perché si parte da un obiettivo di comodo per stabilire il percorso economicamente più conveniente invece di seguire il percorso più virtuoso per raggiungere il risultato migliore per l'ambiente e per le tasche dei cittadini), nel nuovo piano recentemente illustrato dal sindaco Vecchi e dall'assessore Tutino, ci sono tante contraddizioni e tante cose non dette che occorrerebbe una ventina di pagine per spiegarle e smontarle una ad una... In tutta questa storia c'è, manco a dirlo, il solito convitato di pietra di cui nessuno parla, il burattinaio che detta il canovaccio nel teatrino della politica reggiana, Iren, le sue logiche aziendali e il suo inceneritore di Parma. Obiettivamente però non si poteva pretendere che ne parlasse l'assessore Tutino che da tempo va in giro a raccontare di essere il cavaliere senza macchia e senza paura che ha fermato il drago-inceneritore di Reggio mentre nella realtà sta lavorando per garantire una grassa alimentazione a quello nuovo di Parma, come da istruzioni Iren: a cosa dovrebbe servire sennò un casello autostradale a Gavassa e un impianto di Tmb/Tm sovradimensionato?». «Per la verità - si conclude - qualcuno che ha “osato” parlarne c'è pure stato e si tratta di Walter Ganapini che ha dichiarato: “è ora che Iren torni ad occuparsi seriamente di Reggio”. E' vero che quel “seriamente” messo lì da una persona così esperta sul tema dei rifiuti lascia a tutti molta libertà di interpretazione, ma noi che, come si suol dire, non sappiamo né leggere né scrivere, la vediamo in tutt'altro modo e cioè che Iren dovrebbe invece occuparsi molto meno di Reggio e lasciare alla politica di decidere liberamente e correttamente come gestire al meglio i propri rifiuti, senza essere condizionata dalle logiche di una Spa sempre orientata a guadagnare dallo smaltimento».
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