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«Salviamo la casa dei bambini soli»

«Salviamo la casa dei bambini soli»

Novellara, l’odontoiatra Corradi chiede aiuto per Providence Home, in Ghana

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NOVELLARA. Con un comunicato, il dottor Guido Corradi, odontoiatra di Novellara, ha lanciato una drammatica richiesta di aiuto ai colleghi della Fondazione Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) e agli amici che hanno finora sostenuto il suo impegno umanitario in Ghana.

Dal 1998 Guido Corradi trascorre le sue vacanze in Ghana come medico-dentista volontario presso una missione comboniana, unico presidio sanitario in un'area vastissima. Durante queste permanenze, il medico novellarese ha conosciuto mamy Helen, una maestra locale che, potendo contare solo sul suo stipendio, ha trasformato la sua casa in un orfanatrofio, ospitando tanti bambini abbandonati, raccolti nella strada.

Con le offerte raccolte in Italia, Guido Corradi ha cominciare a sostenere anche economicamente questa struttura, denominata Providence Home. Poi cinque anni fa ha conosciuto Patrick, un ragazzo ghanese con una vistosa massa tumorale sulla schiena, e si si è sentito in dovere di aiutarlo, sobbarcandosi un'altra notevole spesa. Per rendere economicamente sostenibili i due progetti, due anni fa ha comprato un terreno da coltivare ad orto, in modo da assicurare una fonte di guadagno minima ma permanente alla Provindence Home e a Patrick. Sul terreno comprato è stata realizzata una piccola abitazione per Patrick e un pozzo, ed è in corso di realizzazione il muro di recinzione a protezione del campo coltivato. Ultimamente però la situazione si è fatta drammatica. A fronte del forte aumento del costo della vita e di una consiste riduzione delle offerte dall'Italia, Providence Home si ritrova sommersa di debiti verso i fornitori, e per questo è a rischio di chiusura. Inoltre, dopo due anni di chemioterapia all'istituto clinico Humanitas di Milano e altri due anni di terapia a base di estrogeni in Ghana, la massa tumorale di Patrick è tornata a crescere. Gli oncologi di Milano hanno consigliato di riprendere le somministrazioni settimanali di chemioterapia, ma questo comporta un viaggio settimanale di 250 chilometri, fino alla capitale Accra, e il dover pagare tutto: le cure, gli esami, le spese. Se tutto questo non bastasse, a Patrick hanno rubato il motorino che gli serviva per recarsi al lavoro, e per l'orto rimane irrisolto il problema dell'acqua: il primo pozzo, scavato a mano nel febbraio del 2012, si è già prosciugato; un secondo pozzo, scavato meccanicamente ad una maggiore profondità nel febbraio del 2014, dà acqua salata, inservibile. Nei tempi brevi, l'appello accorato del dottor Corradi: se non si trovano altre risorse per finire il progetto, tutto il lavoro fatto per Providence Home e per Patrick rischia di essere vanificato. Per informazioni: tel. 661801.

Vittorio Ariosi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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