Stazione Tav, spunta l’area di servizio
Avviato dal Comune uno studio di fattibilità. Dal parcheggio ai due nuovi caselli fino alla quarta corsia in autostrada
REGGIO EMILIA. Il “nodo mediopadano” come grimaldello per sbloccare la quarta corsia dell’autostrada e per rilanciare la linea ferroviara Reggio-Guastalla. E, da ottobre, uno studio di fattibilità realizzato dal Comune come ulteriore fattore di spinta per arrivare alla fase di realizzazione del progetto. Le carte sul tavolo si sono mischiate. Anzi, completamente invertite. E, dopo circa un decennio di attesa, sarebbe ora proprio il progetto di un’area di sosta lungo l’A1, a ridosso della stazione Av firmata da Santiago Calatrava – il cosiddetto Nodo Mediopadano – l’elemento che potrebbe accelerare l’iter della quarta corsia nel tratto reggiano dell’Autosole. Il motivo?
Il parcheggio previsto nel nodo, sebbene ancora tutto da definire nella portata e nelle dimensioni, potrebbe essere gestito proprio dalla società Autostrade, che di conseguenza avrebbe la possibilità di vedere nel progetto quei margini di guadagno che consentirebbero di sveltire tutte le procedure ad esso collegate.
QUESTIONE DI CASELLI. Nodo mediopadano, casello Reggio est a Prato-Gavassa e quarta corsia. Le tre richieste, come un unico pacchetto, sono finite infatti già dalla scorsa amministrazione sul tavolo della Regione, nell’ambito di un tavolo aperto da viale Aldo Moro proprio con la società Autostrade. Sempre viale Aldo Moro, attraverso l’assessorato ai Trasporti e alle Infrastrutture, ha fatto da cabine di regia per le singole amministrazioni, che sono state chiamate ad indicare le priorità per i rispettivi territori. Ed è qui che, sul tavolo della società Autostrade, sono arrivati in un colpo solo i tre progetti su cui punta oggi l’attuale amministrazione reggiana: i due caselli e il nodo, ovvero un’area con accesso diretto alla stazione Av e al resto della città. Una sorta di terzo casello attrezzato, con parcheggi, punti ristoro e altre centri di interesse.
STUDIO DI FATTIBILITÀ. Dalle Autostrade, ufficialmente, non è arrivato nessun parere. Ma è stata proprio l’assenza di obiezioni, più alcune indicazioni progettuali preliminari indirizzate in via informale al Comune, che ha spinto lo stesso Comune ad avviare uno studio di fattibilità, passando dalla fase della segnalazione della priorità a quella propriamente analitica. Uno studio che si è declinato su due prospettive: capire la portata numerica dei progetti (attraverso analisi del traffico di veicoli e di passeggeri) e, sulla base di interviste realizzate nell’attuale casello reggiano e nella stazione Av, individuare anche la tipologia di viaggiatori, in modo da concepire il nodo mediopadano in relazione alle reali necessità.
AUTOGRILL E TRAM. I risultati dello studio saranno pronti ad ottobre. Intanto, però, alcune indicazioni sono già arrivate. E sono state quattro le funzioni individuate, dalle quali sarà realizzato il progetto preliminare del “nodo”: la funzione prevalente, sarebbe quella di parcheggio per accedere direttamente alla stazione Av; la seconda, invece, è quella di autogrill di sosta per entrambe le direzioni, nord e sud; la terza quella di un parcheggio scambiatore, sul modello di Parma; la quarta, infine, un collegamento ciclopedonale dalle parti di via Cavallotti, per rilanciare anche le attività dismesse che si trovano nella zona.
Ed è nell’ambito di queste funzioni che si innesta anche il rilancio della Reggio-Gustalla. Il modello, in questo caso, è la navetta su ferro che collega Scandicci a Firenze, con l’intenzione di realizzare una sorta di metropolitana in superficie che consenta di veicolare su ferro parte del traffico autostradale.
COSTI VARIABILI. Ma quanto costerà un progetto del genere? E chi metterà i soldi? Secondo le stime del Comune, si vadai 10 ai 30 milioni di euro, a seconda della disponibilità di posti da costruire e del tipo di struttura, che nelle intenzioni dell’amministrazione non vuole entrare in concorrenza con i futuri esercizi commerciali presenti nella stazione Av.
Per questo, il nodo mediopadano si potrebbe configurare come un centro multifunzionale per automobilisti, piuttosto che come un vero e proprio autogrill. Se al Comune è affidato lo studio di fattibilità, i costi della parte ingegneristica saranno invece a carico di Autostrade, aprendo in caso di avvio della fase operativa un tavolo anche con Rfi a partire da ottobre.
CE LO CHIEDE L’EUROPA. Ma non solo lo studio di fattibilità. Anche un gruppo di lavoro, composto da rappresentanti degli organi professionali, associazioni di categoria ed enti locali, che lavora in funzione del network europee delle città Av di medie dimensioni.
Nel gruppo di lavoro, anche esponenti dell’amministrazione di Bagnolo per l’Area Nord, delle ex comunità montane e delle Agenzie di Mobilità di Parma e Modena, che sta portando avanti quei progetti europei di cui Reggio è capofila. In funzione di trasformare la Mediopadana il vero fulcro di sviluppo dell’Area vasta dell’Emilia centrale.
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