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«Atti sul biogas: nessuno ci ha chiesto quei 30 euro»

«Atti sul biogas: nessuno ci ha chiesto quei 30 euro»

CORREGGIO. I termini di ricorso alla determina del 5 giugno emessa prima dell’elezione del nuovo sindaco sono il fulcro della discussione tra amministrazione e comitati ambientalisti. E se il...

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CORREGGIO. I termini di ricorso alla determina del 5 giugno emessa prima dell’elezione del nuovo sindaco sono il fulcro della discussione tra amministrazione e comitati ambientalisti. E se il termine di 60 giorni per rivolgersi al Tar è già scaduto, per i comitati c’è ancora una speranza: fare ricorso al capo dello Stato entro i 120 giorni indicati nella determina. Ma il problema è sempre quello, spiegano dal comitato “Ronchi per l'Ambiente”: «Non avendo avuto informazioni sulla centrale di via Faiella in tempo utile (centrale di cui la prima richiesta di accesso agli atti risale al 23 dicembre 2013), siamo arrivati alla conclusione dei 60 giorni previsti per potere intentare un azione al Tar. Ora, se procediamo di questo passo, ci si preclude anche il ricorso straordinario al capo dello Stato entro 120 giorni. E’ evidente che se non si fornisce la documentazione non sapremo su quali basi avviare i procedimenti».

Un suggerimento per risolvere l’annosa questione dell’accesso agli atti è arrivato qualche giorno fa dall’amministrazione comunale, che ha fatto sapere ai comitati che per l’accesso agli atti in questione mancava il versamento di 30 euro (somma che servirà in gran parte a coprire le spese per la stampa). A questo, poi, si aggiunge anche un problema più spinoso, e cioè il fatto che, per la consegna di documenti che riguardano terze parti, l’accesso deve essere comunicato anche ai soggetti coinvolti (situazione per cui era stata inviata, senza esito, una richiesta di parere all’apposita commissione ministeriale).

«Questo – spiegano dal comitato – porta all’allungamento dei tempi senza nessuna motivazione plausibile. Noi sappiamo solo due cose: uno, che da dicembre non abbiamo avuto nessun accesso agli atti e, due, che così facendo ci si impedisce di difendere i nostri diritti da eventuali violazioni di legge». Nel frattempo, il comitato ha già versato i 30 euro richiesti dal Comune.

«Ci chiediamo perché a riguardo non siamo stati informati. Solitamente negli altri accessi agli atti, andati a buon fine, prima l’impiegato comunale si informava se l’accesso poteva venire concesso, poi si procedeva al pagamento anticipato e all’appuntamento con il tecnico. Ora, noi abbiamo in mano documenti che mostrano che non ci è stato chiesto nessun pagamento anticipato prima di avere verificato che non ci sia opposizione da parte del contro-interessato. Prendiamo atto che ora il Comune procede diversamente». (s.p.)

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