Riforma del Catasto tributi a rischio raddoppio
Ennesima stangata in arrivo in base alle graduatorie pubblicate dal Sole 24 Ore A Reggio i proprietari delle case più modeste potrebbero subire rincari del 100%
REGGIO EMILIA. Non bastavano Tasi, Tari e Imu. Le stangate inflitte da queste tasse sembreranno carezze rispetto a quelle in arrivo con la riforma del catasto, a cui venerdì scorso la commissione Finanze del Senato ha dato il primo impulso con l'approvazione del decreto attuativo della legge delega, dedicato alle commissioni centrali. Spetterà alle commissioni censuarie locali, provincia per provincia, innalzare i valori catastali degli immobili e dei terreni per farli coincidere con quelli di mercato, calcolandoli in ciascuna microzona con specifici algoritmi.
A Reggio potremmo subire un raddoppio dei valori e quindi dei tributi, passando da una media catastale di 84.253 euro a un prezzo medio di 172.119 euro per ogni fabbricato, che corrisponde al 104% in più. Lo si evince dalle graduatorie pubblicate ieri dal Sole 24 Ore, che collocano la nostra città in una posizione medio-alta fra i 103 capoluoghi di provincia in ragione del divario fra i valori catastali e i prezzi effettivi degli immobili. Pistoia, Pesaro e Messina, che sono ai primi posti, potrebbero subire un rincaro vicino al 300 per cento. Pordenone, l'ultima in classifica, non dovrebbe crescere più del 19 per cento. Reggio, pur trovandosi al 61esimo posto, sarà di fatto ancor più penalizzata rispetto ad altre città in posizione mediana. Gli aumenti più pesanti, infatti, riguarderanno le abitazioni economiche della categoria A3, che sono il 26% sul totale degli alloggi. In questa classifica la nostra città balza al 29esimo posto con un divario del 182% fra i valori catastali e quelli di mercato. Ciò significa che saranno i proprietari di case modestissime a dovere sborsare quasi tre volte tanto. Se la caverà meglio quel 65% di contribuenti che possiede un'abitazione civile, censita come A2. Nel loro caso l'incremento del valore e, quindi, delle tasse, sarà mediamente dell'81%. Nella graduatoria delle case A2, infatti, la nostra città è al cinquantesimo posto.
I calcoli sono stati fatti dal Sole 24 Ore sulla base di valori immobiliari che, in questo momento, sono puramente teorici. E' la stagnazione del mercato che li rende aleatori. Chi vuole vendere nel giro di pochi mesi deve rassegnarsi a incassare molto meno del prezzo stimato dalle agenzie. E' vero, peraltro, che le cifre scritte sui registri catastali sono talora irrisorie e formano, nell'insieme, una selva di sperequazioni. Suscitano scandalo, in particolare, le case dei centri storici, che spesso sono ancora censite come quando erano abitate da povera gente, mentre negli ultimi decenni sono diventate dimore prestigiose ed elitarie. Adeguarne i valori è un'operazione di giustizia. Resta da vedere quali effetti avranno i rincari sulle abitazioni di periferia appartenenti a persone di ceto medio-basso, già messe a durissima prova dalla crisi.
Luciano Salsi
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