Treni regionali, allarme ritardi e soppressioni
REGGIO EMILIA. Non migliora la puntualità dei treni regionali. Il comitato dei pendolari Fuori Servizio lo denuncia con la rilevazione periodica iniziata otto anni fa. Negli ultimi quattro mesi sulla...
REGGIO EMILIA. Non migliora la puntualità dei treni regionali. Il comitato dei pendolari Fuori Servizio lo denuncia con la rilevazione periodica iniziata otto anni fa. Negli ultimi quattro mesi sulla tratta Reggio-Bologna è stato rilevato un ritardo medio di sei minuti, con ben diciotto soppressioni di convogli, più di quelle riscontrate in precedenza. Al mattino, nel viaggio di andata, la situazione è ancora accettabile, dal momento che l'88% dei treni continua ad arrivare puntuale nella stazione del capoluogo regionale. I guai arrivano al ritorno. Solo sei o sette convogli su dieci giungono a Reggio nell'orario previsto. Più di uno su dieci accumula un ritardo superiore ai quindici minuti. Complessivamente sono stati monitorati 1.153 treni, 573 all'andata, fra le ore 7 e le 9, e 580 al ritorno, nella fascia 17,30-19,30. Le sorprese più amare e irritanti, tuttavia, capitano quando si è in attesa nell'atrio della stazione o sulla pensilina e l'altoparlante annuncia che il treno su cui si aspettava di salire è stato soppresso per motivi così sommariamente illustrati da risultare incomprensibili a un normale viaggiatore. «Sono aumentate - denuncia il comitato - le soppressioni, a volte sistematiche, di cui si viene a sapere sempre all'ultimo minuto». Invece, secondo i pendolari, sarebbe almeno possibile darne notizia il giorno prima, in quanto gli addetti ai lavori conoscono con largo anticipo la mancanza di personale o di materiale rotabile che determina le soppressioni». «Comunque - sottolinea il comitato - a Trenitalia conviene sopprimere un treno e pagare un'irrisoria penale piuttosto che fornire un servizio come da contratto». Un'ultima annotazione sarcastica riguarda il sottopassaggio pedonale della stazione reggiana: «Si consiglia di aggiungere al kit di sopravvivenza del pendolare una canoa gonfiabile o una zattera per poterlo percorrere in caso di pioggia: ormai l'allagamento è una costante».
Luciano Salsi
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