Gazzetta di Reggio

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Un brand made in Reggio pronto per Expo 2015

di Chiara Cabassa
Un brand made in Reggio pronto per Expo 2015

A crearlo la “Crovi Consulting” di Marcello Mattioli ed Emiliano Martinelli «L’obiettivo è attirare turisti e investitori grazie alle eccellenze reggiane»

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REGGIO EMILIA. Per fondare la loro società nata nel gennaio del 2013, hanno investito un euro. Oggi, a un anno e mezzo di distanza, sono pronti per lanciare un brand con il quale portare Reggio all’Expo e, allo stesso tempo, fare arrivare Expo, e i suoi visitatori, nella nostra città.

Marcello Mattioli ed Emiliano Martinelli sono i soci della “Crovi Consulting”, azienda specializzata in marketing, comunicazione e social media, che in pochi mesi è cresciuta al punto di poter contare su 14 collaboratori ma soprattutto su decine di clienti importanti. Potevano farsi scivolare tra le dita «un’opportunità unica per rilanciare l’economia e creare occupazione?».

No, naturalmente. E sono passati, con la velocità necessaria a non farsi cogliere impreparati, dalle parole ai fatti. Il “fatto” è un brand, unico e in grado di fare veicolare tutte le eccellenze reggiane: l’obiettivo è quello di attrarre turisti, investitori e partner per allacciare relazioni e creare rapporti di business. «Siamo partiti da un dato di fatto - ci spiega Marcello Mattioli -. Expo 2015 è un evento culturale unico. In tutta Italia saranno organizzati eventi ed è innegabile che alcune destinazioni hanno maggiore appeal turistico rispetto al nostro territorio. Ma è anche vero che dobbiamo puntare su quello che abbiamo e farlo conoscere: il cinese che non troverà un albergo a Milano, lo sa che può prendere un treno dell’alta velocità e arrivare in 40 minuti a Reggio? E sa cosa può vedere, comprare o mangiare nella nostra città? No, se nessuno lo informa. Noi lo facciamo». Da qui la creazione di un brand: tutte le azioni del territorio, pur vivendo di vita propria, saranno comunicate al mondo attraverso questo brand e le tecniche di marketing ad esso applicate.

E da questa idea nasce il progetto “Essere emiliano”, che è anche il nome dato al brand e che costituisce una sintesi delle più disparate capacità e peculiarità del nostro territorio. Il concetto su cui si basa è un corpo umano, in particolare l’uomo di Le Corbusier “rivisto e corretto” dall’artista reggiano Franco Bonetti che ha delineato su quel corpo diverse aree: testa, mani, occhi, piedi, pancia e cuore. «Nella testa - spiega Mattioli - possiamo metterci le università, le start up, il Tecnopolo, Reggio Children, Fablab. Tra le mani, le imprese di produzione agricola. Negli occhi tutto ciò che di bello si può vedere a Reggio, dai musei ai teatro passando attraverso la moda. E poi i piedi che indicano il progresso, ovvero le aziende che investono sull’innovazione. Con la pancia arriviamo al food e ci rivolgiamo ai consorzi alimentari che non significa solo Parmigiano Reggiano. E infine il cuore: non un percorso comunicativo ad hoc ma in grado di esplicare il lato “umano” che sta dietro ad ogni settore. Nel cuore ci mettiamo anche lo sport: sarebbe bello che ogni squadra di ogni sport e di ogni categoria scendesse in campo con il logo “Essere emiliano e lo portasse in giro per il mondo».

Ma chi sono gli interlocutori? «Abbiamo presentato il progetto a oltre trenta sindaci compreso quello di Reggio, e tutte le associazioni di categoria. Le risposte sono state più che positive e a settembre cominceremo a firmare i contratti».

L’ottimismo non manca... «Perché il brand è già una realtà - conclude Mattioli - e partiremo comunque, a prescindere da chi vorrà correre con noi. Convinti che le opportunità di business legate ad Expo andranno ben oltre Expo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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