Gazzetta di Reggio

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«Attenti, ora si spaccia a domicilio»

di Elisa Pederzoli
«Attenti, ora si spaccia a domicilio»

E’ questo il nuovo trend in città. Dal comandante dei carabinieri, Zito, arriva l’appello: «Segnalate movimenti sospetti»

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REGGIO EMILIA. A Reggio Emilia lo spaccio sta cambiando: non avviene più solo in strada, ma anche in casa e a domicilio. Ad agevolare il nuovo modus operandi è la tecnologia: smartphone di ultima generazione, internet e “Whatsapp” in particolare.

A confermarlo sono gli stessi carabinieri con il loro comandante provincial, il colonnello Paolo Zito, che interviene sul tema spaccio in città.

«Le indagini stanno rivelando che il fenomeno è molto più diffuso di quanto si possa pensare – sono le parole dell’ufficiale – lo spaccio avviene sotto gli occhi dei cittadini che farebbero bene, anche in forma anonima, a segnalare ogni tipo di movimento sospetto al 112, per le verifiche del caso».

Quello che gli investigatori hanno rilevato è che se alla fine degli anni Ottanta l’anello finale della filiera dello spaccio, ovvero la consegna della dose al consumatore, avveniva tipicamente all’aperto, in zone di solito periferiche o in locali pubblici mal frequentati, negli anni il business si è concretizzato in uno spaccio sempre più evidente, arrivato sin nelle piazze e vie centrali della città, nonché nei parchi pubblici.

E’ quello che la nostra mappa sta cercando di delineare. Non sulla base di semplici supposizioni. I luoghi dello spaccio localizzati sono, da subito, quelli interessati da operazioni delle forze dell’ordine. In grado di portare, con cadenza praticamente quotidiana, all’arresto di pusher, con traffici più o meno grandi.

E ce lo conferma anche l’Arma, in una nota: «Le usuali aree di spaccio continuano a esistere e ai soliti ritrovi (centro storico, zona stazione , Coviolo, Rosta Nuova) si stanno aggiungendo nuovi luoghi come le zone di stadio e piscine, i centri commerciali (Ariosto e Petali), l’area del Crostolo dove dà meno nell’occhio».

Il nostro passo successivo è stato quello di raccogliere le segnalazioni di cittadini e residenti. Indicazioni che, già ora, hanno aggiunto luoghi meno noti per essere frequentati dai pusher. E non solo nomi di strade, ma anche palazzi ed edifici specifici. Queste, naturalmente, hanno bisogno di approfondimenti da parte delle forze dell’ordine. Ma sono informazioni preziose, che sicuramente saranno utili al lavoro degli investigatori. E, di fatto, confermano ciò che oggi i carabinieri ci raccontano.

«Le recenti indagini dell’Arma – si legge in una nota dell’Arma – stanno rivelando che l’estensione della domanda sta portando a un sistema di vendita frammentato sul territorio urbano, con gli spacciatori raggiunti via telefono o internet che si procurano di curare le consegne al domicilio dei clienti o, meglio ancora, di riceverli a casa. In questo modo, lo spaccio avviene dentro mura amiche, lontano dagli occhi indiscreti delle pattuglie e dalle sempre più numerose telecamere di video sorveglianza della città». La conferma in un recente arresto di due giovani in un alloggio del Foscato. I clienti direttamente dalla “Reggio bene”. E fanno parlare, ormai, di veri e proprio market della droga, dove si trova di tutto. Comprese droghe sintetiche: recentemente i carabinieri ne hanno sequestrate 400mila dosi.

«Un aiuto alle indagini – è l’appello di Zito – potrebbe giungere anche dai genitori che sono a conoscenza del consumo di stupefacenti dei figli. Le segnalazioni saranno garantite dall’anonimato e consentirebbero non solo interventi di natura repressiva, ma soprattutto un’attività di sostegno e indirizzo per le stesse famiglie». Dall’inizio dell’anno, sono state 32 le operazioni antidroga dei carabinieri, con l’arresto di 17 pusher, la denuncia di altri 25, la segnalazione di 54 assuntori di stupefacenti.

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