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Cormo rinasce ma chiede 2 anni di cassa

di Enrico Lorenzo Tidona
 Cormo rinasce ma chiede 2 anni di cassa

L’azienda chiude il 2013 in perdita per 10 milioni. La fusione con Coop Legno dà vita Open.co, realtà da 450 addetti

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SAN MARTINO IN RIO. Con oltre 450 addetti, una capacità produttiva di oltre 400.000 tra porte, finestre e portoncini, e un giro d’affari potenziale attorno ai 50 milioni di euro, la “nuova” Cormo di San Martino è destinata a diventare la prima azienda del settore in Italia. Questo, almeno, è l’obiettivo che sta dietro al piano di aggregazione già approvato dal cda di Cormo e dalla Coop Legno di Castelvetro di Modena, altra realtà in difficoltà, con la quale è in corso il processo di fusione che ha dato vita ad Open.co, nuova cooperativa che ha stabilito la propria sede legale a San Martino.

La fusione rappresenta una sfida per la sopravvivenza della Cormo, il cui destino è strettamente legato al difficile andamento del comparto edile, che soffre di una crisi ancora senza soluzione. La deriva - causata dal blocco delle linee di credito e successivamente delle commesse – è cominciata nel 2013. Il cortocircuito finanziario con le banche aveva portato alla richiesta di cassa integrazione a sostegno dei 340 dipendenti della Cormo e alla riduzione delle retribuzioni. Un colpo durissimo per la cooperazione rossa emiliana, che rischiava di perdere uno dei suoi gioielli industriali.

L’azienda di San Martino ha subito una perdita di bilancio nel 2013 di 10,5 milioni di euro, contro l’utile di 2,6 milioni dell’anno precedente. Segno del repentino crollo degli affari, con un fatturato sceso di circa un terzo: dai 50 milioni del 2012 ai 35 del 2013. La débacle seguita dall’apertura delle stato di crisi, con la richiesta di cassa integrazione nel febbraio del 2013 a sostegno di 100 dei 340 dipendenti. Nel frattempo l’organico della Cormo è stato snellito, e conta ora 300 dipendenti circa, che confluiranno in Open.co assieme ai 170 addetti della Coop Legno.

Con la newco parte un nuovo piano industriale e un nuovo ciclo di ammortizzatori sociali. Si azzera quindi la cassa precedente: tra pochi giorni verranno chiesti altri due anni di cassa straordinaria per ristrutturazione al ministero, che dovrebbe coinvolgere 100 dipendenti circa della Cormo. Si tratta dei tecnici e degli operai coinvolti nell’avviamento di due nuovi reparti: quello di rigenerazione industriale dei serramenti per migliorarne la classe energetica, e quello di produzione di moduli in legno per casette prefabbricate. Due rami produttivi sui quali si punta molto ma che hanno bisogno di tempo per raggiungere la saturazione. Il resto della forza lavoro utilizzerà invece i contratti di solidarietà. Mentre a Castelvetro la produzione si concentrerà sulle porte, a San Martino resteranno quelle di finestre, serramenti in pvc e porte tecniche (come quelle anti fiamma). In attesa di un rinnovo contrattuale unico, tutte le maestranze manterranno il salario e gli inquadramenti già in essere.

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