«Il nuovo catasto? Serve solo a far cassa»
L’accusa lanciata da Confedilizia. L’onorevole Marchi (Pd): «Il gettito fiscale resterà invariato»
REGGIO EMILIA. L'avvio della riforma del catasto riaccende la polemica sulle tasse che gravano sugli immobili in maniera sempre più pesante. Il Sole 24 Ore prevede, per la nostra città, un raddoppio del valore degli immobili registrati presso l'Agenzia delle entrate. Si teme, quindi, che saranno raddoppiate anche la Tasi (tassa sui servizi indivisibili) e l'Imu (imposta municipale unica), il cui calcolo si basa sul valore immobiliare censito dal catasto. Giovanni Bertolani, responsabile reggiano di Confedilizia, è pessimista: «Sono convinto che questa riforma è finalizzata ad aumentare di due o tre volte la pressione fiscale sul bene più facile da tassare, la casa. Lo si fa in un paese prostrato, dove tanti imprenditori sono falliti o sulla via del fallimento. Il governo vuole fare cassa, ma sta diventando una cassa da morto!».
Maino Marchi, deputato del Partito democratico, smentisce: «La normativa della delega fiscale prevede che la riforma del catasto sia fatta in condizioni di invarianza del gettito fiscale, che deve rimanere complessivamente immutato. Le aliquote, quindi, verranno abbassate. Lo scopo della riforma non è aumentare le tasse, ma fare giustizia perequando i valori catastali a quelli di mercato che, soprattutto nei centri storici delle grandi città, sono molto superiori a quelli censiti. Pagheranno di più i proprietari di immobili di pregio finora sottostimati. Pagherà di meno il titolare di un modesto alloggio di periferia». Bertolani non ci crede: «L'invarianza del gettito fiscale - sbotta - è una favola da raccontare ai bambini dell'asilo. Il fatto di non riuscire a governare la spesa pubblica costringe l'Italia a implementare la tassazione». L'Asppi (associazione dei piccoli proprietari immobiliari) esprime una valutazione diversa: «L'invarianza del gettito - spiega il segretario Alessandro Ferrari - è un impegno a cui vogliamo dare credito. Siamo favorevoli all'equità fiscale che la maggioranza politica dice di volere perseguire. E' giusto che i proprietari paghino in proporzione al valore effettivo dell'immobile. Vigileremo, però, affinchè siano sottoposti ad aliquote più basse di quelle attuali, che non potrebbero sostenere». In ogni caso i tempi della riforma non saranno brevi. Dopo l'approvazione dei decreti attuativi, prevista entro settembre, si dovrano formare in ogni provincia le commissioni locali, che, secondo Marchi e Ferrari, impiegheranno almeno due anni per rifare il catasto. Bertolani dissente: «Hanno fretta di incassare. Il lavoro potrebbe terminare nel giugno 2015».
Luciano Salsi
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