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Mancano i soldi, il Comune mette l’Irpef

Mancano i soldi, il Comune mette l’Irpef

Bibbiano, il sindaco: «Resta invariata l’Imu, la Tasi solo su alcuni tipi di abitazione e Tari ridotta»

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BIBBIANO. Dopo le varie polemiche generate – è il caso di dirlo – dal cogeneratore di Corniano, il Comune di Bibbiano ha approvato un bilancio di previsione che «pone al centro le persone e le famiglie, prestando più attenzione a quelle colpite dalla crisi». È con queste parole che il sindaco Andrea Carletti presenta quanto approvato durante la seduta consiliare di ieri sera. «Scuola, welfare di comunità, politiche tariffarie e fiscali eque e progressive – afferma – sono le parole chiave del nostro piano di bilancio. Efficienza e razionalizzazione della spesa, gli strumenti che ci hanno permesso di realizzarlo. Il piano di investimenti, poi, per quanto condizionato dal patto di stabilità, sarà orientato alla sicurezza delle strade e delle scuole e alla riqualificazione del Centro Bedogni, oltre che all’efficientamento energetico».

Il Comune di Bibbiano ha presentato un bilancio solido, con un tasso di indebitamento pari a circa la metà della media nazionale e regionale, un rapporto tra numero di dipendenti e di abitanti tra i più bassi in regione, e pagamenti puntuali ai fornitori. «Quello di Bibbiano è di fatto un Comune virtuoso – sostiene il sindaco Carletti – e questo è vero nonostante, sul fronte delle entrate, si sia abbattuto il drastico taglio dei trasferimenti statali: la perdita, in quattro anni, sfiora i 4milioni di euro. Il quadro è poi peggiorato dallo scorso anno a causa della modifica del meccanismo dei trasferimenti che, adesso, funziona con il fondo di solidarietà comunale, alimentato soprattutto dai comuni con una quota consistente dell’Imu versata dai cittadini. Questo ha significato, per il nostro Comune, una perdita secca di circa 326mila euro. E poi il patto di stabilità, provvedimento davvero irrazionale, iniquo e vessatorio a cui tutti gli enti devono sottoporsi – rincara la dose il primo cittadino – impone a Bibbiano di “guadagnare” nel corso del 2014 oltre 470mila euro senza poter utilizzare tali risorse in alcun modo, pur disponendo, paradossalmente, di mezzi finanziari per oltre due milioni di euro. I soldi , quindi, grazie a una gestione attenta e oculata ci sono, ma non si possono spendere». In questo quadro così complesso, il Comune di Bibbiano si è comunque posto obiettivi prioritari e inderogabili: «Innanzi tutto abbiamo deciso di consolidare l’eccellenza del nostro sistema dei servizi – spiega Carletti – le cui tariffe sono rimaste invariate dal 2010 nonostante il loro ampliamento e la loro diversificazione (nido e servizi per l’infanzia, mensa e trasporto scolastico, centro diurno e servizio di assistenza domiciliare). Per quanto riguarda la politica fiscale, invece, manterremo inalterate le aliquote dell’Imu (con la sola eccezione delle abitazioni principali di lusso) e introdurremo la Tasi solo per gli immobili che non sono soggetti a Imu (e quindi abitazione principale, fabbricati rurali strumentali, invenduto delle aziende immobiliari), garantendo, di fatto, un’imposta non superiore a quanto avrebbe dovuto pagare il contribuente nel 2014 con la sola Imu. La Tari complessiva – prosegue – si riduce fino al 10% per utenze domestiche e produttive, grazie anche a un’intensa attività di accertamento svolta dall’ufficio Tributi. L’unica modifica riguarda le aliquote della addizionale comunale all’Irpef – conclude il sindaco – manterremo il criterio della progressività, ma introdurremo una soglia di esenzione a 10mila euro che comporta l’azzeramento dell’imposta per circa il 10% dei contribuenti. Con tale provvedimento si prevede un incremento medio della imposizione sul contribuente di circa 4 euro al mese».

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