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Un’odissea con l’aereo non ferma l’orchestra

Un’odissea con l’aereo non ferma l’orchestra

San Polo: i musicisti della Spira Mirabilis arrivano in extremis al festival Rocchi nonostante paura e stanchezza scendono dal pullman e suonano in ciabatte

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SAN POLO. Sarebbero dovuti arrivare in Italia domenica sera. All’indomani, dopo essersi riposati e rifocillati, avrebbero dovuto partecipare a un flash mob sonoro, sparpagliandosi nelle piazze, nelle biblioteche e nelle piscine di San Polo e dintorni. Poi, alle 21, avrebbero dovuto iniziare la loro esibizione sul palco del festival Sesto Rocchi in piazzetta Sartori. Il programma dell’orchestra Spira Mirabilis, però, è stato mandato all’aria da una serie di sfortunati eventi, e si è trasformato in un’odissea che avrebbe anche potuto terminare con il mancato arrivo dei 38 musicisti. Il calvario è iniziato a Berlino: l’aereo su cui si sarebbe dovuto imbarcare il gruppo era guasto. Per tre volte il pilota ha comunicato ai passeggeri che, dopo tutte le verifiche necessarie, il velivolo era pronto a spiccare il volo. Ma, per ben due volte, si è trattato di una falsa partenza. E quando, finalmente, l’aereo è decollato in direzione Venezia, era ormai pomeriggio inoltrato. Oltre ad aver vissuto attimi di vera paura – perché é impossibile non pensare a un disastro aereo quando il bestione su cui si vola è stato aggiustato per tre volte sulla pista – i musicisti sono arrivati in Italia con un ritardo di 24 ore. Sbarcati all’areoporto di Venezia alle 19, però, non si sono rassegnati e hanno corso contro il tempo per non annullare il concerto. Alle 22, dopo un viaggio durato un giorno intero, sballottati tra la paura di volare e l’angoscia di non arrivare in tempo a San Polo, i 38 membri della Spira Mirabilis hanno estratto dalle custodie i loro strumenti, si sono messi a suonare e hanno letteralmente incantato il pubblico stipato in piazzetta Sartori. Per la gioia dell’organizzatrice Maria Chiara Prodi e del vicesindaco Edmondo Grasselli, che sono rimasti in perenne contatto con i musicisti per tutta la durata della loro odissea. Ma anche i giovani musicisti erano felici di essere finalmente arrivati a destinazione: appena scesi dal pullman, infatti, hanno iniziato a suonare in maglietta e in infradito, senza cambiarsi né prendersi qualche minuto per riposarsi o provare. Dopo aver terminato la terza sinfonia “Eroica” di Beethoven lasciando senza fiato i 400 presenti, poi, i musicisti si sono gettati in mezzo al pubblico e hanno ripreso a suonare. Tra gli obiettivi di Spira Mirabilis, infatti, c’è anche quello di diffondere la conoscenza e la passione per la musica classica: «Non è un modo di fare spettacolo ma un tentativo di abbattere le barriere culturali che tengono così lontani chi suona e chi ascolta», hanno detto i 38 “eroi”.

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