Upupe nei cieli di Fabbrico: una buona notizia solo a metà
Il volatile simbolo della Lipu è molto raro ed è difficilissimo vederlo nella Bassa. Ma l’esemplare ferito recuperato dalle Ggev non ce l’ha fatta, resta il compagno
FABBRICO (REGGIO EMILIA). L’ha trovata un agricoltore in un vigneto in località Bosco, tra Fabbrico e Rolo, pochi giorni fa: un esemplare di upupa, ferito e in gravi condizioni. Nonostante l’affidamento alla Guardie ecologiche volontarie e, tramite loro, il trasporto al centro di soccorso della Lipu di Reggio, per il piccolo volatile non c’è stato nulla da fare: è morto per le gravi ferite riportate.
E’ una notizia triste, quella che ci arriva dalla Bassa. E bella, anche se solo a metà. Ciò che è rilevante, infatti, è il ritrovamento in sé. «E’ rarissimo – spiega Luisa Borettini delle Ggev – vedere da queste parti l’upupa, un uccello già di per sé sempre più raro». Sulle pagine della nostra rubrica, aveva fatto notizia l’avvistamento un anno fa nell’oasi Lipu del Bianello di quattro coppie. Ma nella Bassa è davvero più raro.
Il piccolo volatile dal becco appuntino e dalla cresta in testa, un migratore arrivato dall’Africa subsahariana, a Fabbrico è stato con ogni probabilità attaccato da una gazza. «Da queste parti ce ne sono tante, sono territoriali e onnivore – evidenzia la Borettini – pensiamo che possa essere stata una di loro ad attaccare l’upupa». Quando le Ggev l’hanno avuta in consegna sanguivana. L’hanno subito portata al Cras “Croce alata” Lipu di viale Olimpia a Reggio. Dopo qualche giorno, però, è arrivata la notizia che non ce l’aveva fatta.
«Purtroppo non è sopravvissuta e non abbiamo potuto riportarla e riformare la coppia – prosegue – L'altra upupa superstite è stata avvistata ancora in zona. Speriamo si salvi e trovi un compagno o una compagna, poichè non sappiamo se era femmina o maschio».
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