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Bach e Buxtehude rivivono con l’organo di Renato Negri

Bach e Buxtehude rivivono con l’organo di Renato Negri

CARPINETI. Renato Negri torna alla musica di Bach – che tanto ha sviscerato – e all’organo. Domani alle 20.30,nell’ambito di Soli Deo Gloria, il musicista sarà infatti il protagonista di un recital...

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CARPINETI. Renato Negri torna alla musica di Bach – che tanto ha sviscerato – e all’organo. Domani alle 20.30,nell’ambito di Soli Deo Gloria, il musicista sarà infatti il protagonista di un recital dedicato a Francesca Ovi nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Carpineti. Tra i brani che eseguirà compaiono la celebre Passacaglia, il Preludio e Fuga in Mi bemolle maggiore BWV 552/2, che rispettivamente aprono e chiudono il concerto. Nel mezzo anche l’Aria BWV 988 da Klavierbüchlein für Anna Magdalena Bach e la Fantasia in La minore BWV 922. Completano il concerto alcuni autori contemporanei: Dietrich Buxteude, del quale esegue il Praeludium in do maggiore BuxWV 137 e la Passacaglia in re minore BuxWV 161, e Johann Gottfried Walther. Nato nel 1637, tedesco di origini danesi, attivo prevalente fra la Danimarca e la Svezia prima, a Lubecca poi, dove morì nel 1707, Buxtehude è da considerarsi, un imprescindibile punto di riferimento nella storia della musica organistica in quanto conferisce alla tradizione nordica una spiccata identità sulla cui strada si pone l’esperienza di Bach. Immensa deferenza e spiccata passione nutre Renato Negri nei confronti di questi musicisti organisti che, nel periodo barocco, erano figure a tutto tondo. Il fascino è profondo a tal punto che alcune storie legate alla loro vita sconfinano nella leggenda. Si narra, per esempio, che il giovane Bach, nutrendo una sconfinata ammirazione per Buxtehude, di 48 anni più anziano di lui, nell’ottobre 1705 percorse più di 400 chilometri a piedi per raggiungere il maestro di cui tanto aveva sentito parlare. Andò da Arnstadt, dove lavorava come organista, a Lubecca dove, nella chiesa di Santa Maria, esercitava Buxtehude. Preventivò quattro settimane per andare e tornare, ma ci rimase quattro mesi.I superiori della Bonifaciuskirche, dopo il suo ritorno, notarono che «eseguiva stupefacenti variazioni sui corali e vi mescolava armonie estranee a tal punto da confondere i fedeli». La bachiana Passacaglia in do minore che eseguirà Negri – mettendola per altro a confronto con quella di do maggiore di Buxteude – costituisce uno straordinario esempio della sublime arte che lui concepiva come una dottrina, un sapere immutabile di cui il musicista ha il compito di impadronirsi.

Giulia Bassi

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