Cresce la produzione ma la ripresa è lontana
Nel secondo trimestre rallenta il progresso messo a segno a inizio anno La recessione italiana affossa le prospettive degli imprenditori reggiani
REGGIO EMILIA. L’ottimismo sfoderato in questi mesi dal governo non garantisce la serenità sperata agli imprenditori reggiani. Ieri, mentre veniva annunciato un ulteriore arretramento del Pil italiano - segno di una recessione ancora senza fine - Unindustria Reggio Emilia ha diffusa la nota congiunturale che evidenzia fatturati a crescita ridotta rispetto all’inizio dell’anno e una calo di fiducia sulle prospettive futura da parte dei capitani d’azienda.
A Reggio, dove la crisi ha certamente allentato la sua presa rispetto al resto del Paese grazie ad una forte predisposizione per l’export, la produzione industriale ha registrato un aumento nel trimestre aprile-giugno 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dati relativi al secondo trimestre confermano i segnali di un percorso di lento e graduale recupero emersi dalle dichiarazioni delle imprese rilevate nell’indagine precedente.
Un sondaggio effettuato a livello locale che mette però in evidenza la perdurante debolezza del mercato interno e il rallentamento della ripresa nell’eurozona, che sembrano ancora indebolire le prospettive di miglioramento del quadro congiunturale. La crescita dell’attività produttiva rimane infatti contenuta e trainata dalla domanda estera, che continua a risultare determinante per le imprese manifatturiere reggiane.
Rallenta il recupero del fatturato: l’andamento dei ricavi complessivi ha registrato un incremento del 2,7% sull’analogo periodo dell’anno scorso, a fronte del 6,1% della rilevazione precedente. Il fatturato sul mercato interno è cresciuto di un modesto 1,6%, mentre il fatturato estero è sceso da un +7,0% del primo trimestre a un +3,2% nel secondo trimestre 2014. Qualche segnale di fragilità del quadro congiunturale si delinea anche sul versante degli ordinativi acquisiti nel trimestre, non solo provenienti dal mercato interno ma anche dall’estero. Gli ordini complessivi hanno registrato un calo dell’1,1%. Per la prima volta dopo quattro trimestri consecutivi con segno positivo, gli ordinativi esteri hanno accusato una modesta flessione (-0,1%). Nota dolente, come sempre, il mercato del lavoro che, tuttavia, registra un leggero incremento dell’occupazione (+1,1% su base tendenziale). Un rimbalzo insufficiente per recuperare i posti di lavoro cancellati negli ultimi cinque anni. Le imprese intervistate con riguardo all’evoluzione nel prossimo trimestre, restano prudenti: il 31% degli intervistati non si aspetta mutamenti nel breve periodo nei livelli produttivi. Cresce invece al 41% la quota di imprese che si attende un calo contro il 17% rilevato nello scorso trimestre e rimane al 28% la percentuale di chi prevede un peggioramento. Negative anche le attese occupazionali relative ai prossimi mesi: il 70,8% delle imprese intervistate dichiara di mantenere inalterata la propria forza lavoro, sono pari al 21,7% quelle che prospettano un decremento degli organici.
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