In cella dopo 7 anni di botte e angherie
Da troppo tempo la donna subiva violenze e brutalità senza riuscire a reagire, ma ora il 43enne è stato arrestato
REGGIO EMILIA. Una storia d’amore che si trasforma in un incubo. L’uomo scelto per ricostruirsi una vita che si rivela violento, spietato. Un mostro. Le mette la mani addosso ripetute volte, le distrugge oggetti e indumenti. Ma alla donna non basta nemmeno perdere l’affidamento dei figli, per decidere di troncare quel rapporto malato. Non basta continuare a prenderle, continuare a essere umiliata. Ci vogliono anni per reagire. Ci vuole l’ultima terribile volta, meno di un mese fa, in cui lui ubriaco la colpisce in testa con un bastone. E’ quella in cui la donna riesce a trovare il coraggio di chiedere aiuto, di denunciare. E ora il mostro è stato arrestato.
E’ una storia drammatica, quella che ci racconta la cronaca. La storia, ancora, di una donna vittima delle violenze di uomo. Tutto inizia sette anni fa. Sembra una relazione come tante, nata sul posto di lavoro. I due vanno a vivere insieme, lei porta con sé i due figlioletti avuti da una precedente relazione.
Ma le cose non vanno bene. Lui diventa violento e aggressivo, sia in casa sia sul posto di lavoro. Più volte deve chiedere l’aiuto delle forze dell’ordine, per difendersi. E tanta brutalità, tanta precarietà – compresa la perdita del lavoro – costa alla donna anche la perdita della custodia dei bambini, che gli assistenti sociali a un certo punto fanno andare a vivere col padre naturale. Nel dicembre del 2011 viene ricoverata: lui l’ha picchiata così forte da spaccarle la milzia. Deve essere operata. In seguito, le frattura le dita, le spacca le costole. Tutto per prenderle il telefono e disintegrarlo: non vuole che senta nessuno. Tutto perché le taglia i fili del citofono: non deve aprire a nessuno.
Lei denuncia, ma resta con lui. L’autorità giudiziaria infligge a lui il divieto di dimora nel Comune della provincia dove vivono e lei acconsente di trasfersi con lui a Reggio.
Ma lui non smette di essere chi è: un uomo pericoloso. La picchia, le taglia i vestiti, le rompe le scarpe, le strappa di mano le foto dei suoi bambini, quelle dei cari defunti. Fino a che, l’8 luglio scorso, arriva al punto di rottura. Lui rincasa ubrico. Lei ormai rassegnata a tanta bruttezza, si mette a fargli un caffé. Non basta nemmeno questo gesto di comprensione per addomesticarlo. Lui si avventa su di lei, a colpi di scopa e bastone, la ferisce. La donna fugge insaguinata fuori casa, corre a chiedere aiuto a un bar. Quando arriva la polizia, lui è fuggito con la sua auto: quando la ritrovano ha il piantone rotto e i vetri infranti. La donna si convince stavolta ad andare all’ospedale - sono 15 i giorni di prognosi – e ancora a denunciarlo. E stavolta a dire basta. Ora l’uomo 43 anni, su provvedimento del tribunale, è stato arrestato.
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