Ccpl, debiti per 230 milioni. Le banche confermano i finanziamenti
Firmato l’accordo con 15 istituti che congela il rientro dei debiti. Piano di aggregazione con Boorea per creare una "fondazione", e fusione con la cassaforte Par.co
Da sinistra l'amministratore delegato del Ccpl Lino Versace e il direttore generale Andrea Imbriani
REGGIO EMILIA. Una boccata d'ossigeno per Ccpl, gigante della cooperazione reggiana, giunto ad un passo dal tracollo dopo il «buco» da 101 milioni nel bilancio 2013 registrato il 30 giugno scorso dall'assemblea dei soci. Il consorzio cooperativo di produzione lavoro è infatti arrivato ieri ad un accordo con 15 banche, a cui deve 230 milioni, che si impegnano a non reclamarli fino al prossimo 31 dicembre e confermano a quella data le linee di finanziamento erogate.
TEMPI RECORD. L'intesa - tecnicamente si chiama accordo di standstill - è stata presentata oggi dal nuovo amministratore delegato nominato a marzo, Lino Versace, e dal direttore generale, Andrea Imbriani. Una prova di fiducia, quella degli istituti di credito, che in sostanza libera le mani alla società nella redazione del prossimo piano industriale e fornisce margini in più per il rientro dai debiti.
In questa direzione, ad esempio, va la vendita da parte di ccpl di una quota del pacchetto azionario del fondo immobiliare Namira 7, che porta dentro il colosso cooperativo 20 milioni per implementare il piano industriale. Risorse che, senza l'accordo con le banche, sarebbero state aggredite con ogni probabilità da queste ultime.
Come ammesso dallo stesso versace, però, la notizia «è buonissima ma non risolutiva». Su Ccpl pende infatti ancora la spada di damocle della sanzione da 45 milioni di euro «che ormai è certo ci sia» comminata dalla commissione antitrust dell'unione europea per la vicenda Coopbox. Si tratta dell'azienda che presidia per ccpl il settore degli imballaggi per prodotti freschi a livello europeo, accusata dalla Commissione europea di aver formato un cartello tra imprese che avrebbe distorto il principio della concorrenza.
TAGLI DEL PERSONALE. Infine, a seguito di riorganizzazioni aziendali, il personale della sede centrale reggiana si è ridotto da 80 a 60 persone. Di queste una ventina sono in attesa di ricollocazione e al centro di una trattativa con i sindacati. Commentando l'accordo raggiunto con le banche, Versace spiega: «E' una buona notizia che non risolve tutti i nostri problemi ma ci consente di metterci a lavorare sul piano industriale con una certa sicurezza e respiro. Il fatto che abbiamo chiuso l'accordo in meno di due mesi dopo la richiesta che abbiamo fatto il 13 giugno, conferma che le banche hanno capito il nostro sforzo di rendere il gruppo sempre più leggibile all'esterno, e ci hanno dato fiducia»
LA RIORGANIZZAZIONE. Il colosso cooperativo con sede a Reggio Emilia non gioca più solo sulla difensiva ma rilancia sul suo sviluppo attraverso cambi di assetto e aggregazioni. Sono infatti due le manovre annunciate oggi da Versace che riguarderanno la testa del gruppo «Ccpl società cooperativa», e la detentrice degli asset industriali «Ccpl spa», e avranno inizio una volta resa nota l'entità della multa dell'antitrust europeo.
In particolare la società cooperativa, tramite l'aggregazione con Boorea, dovrebbe diventare una sorta di «fondazione» deputata agli interessi generali della cooperazione a livello provinciale. Di taglio puramente aziendale, dovrebbe invece essere la fusione di Ccpl spa con Par.co, che darebbe vita ad una holding delle partecipazioni del mondo cooperativo. «In questo modo - spiega Versace - potremo darci una strumentazione completa, che si affianca al ccfs la cui funzione è quella di erogare prestiti»
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