Inseguiti a tutta velocità i ladri di rame
Scandiano: i carabinieri tallonano la banda e la costringono ad abbandonare un furgone rubato e 5 quintali di metallo
SCANDIANO. Un posto di blocco forzato, un turbolento inseguimento per le strade scandianesi e reggiane e mezza tonnellata di rame recuperato. Non è stata certo una notte noiosa quella fra mercoledì e giovedì, per i carabinieri di Scandiano e per i loro colleghi coinvolti in seguito e per quattro ladri di rame che alla fine sono riusciti a sfuggire, anche se hanno dovuto abbandonare la loro refurtiva su un furgone che è risultato anch’esso rubato.
Il “ballo” è iniziato verso le 3.30 del mattino, lungo la strada provinciale che collega Scandiano a Reggio. A Bosco i carabinieri della tenenza scandianese hanno organizzato un normale controllo notturno, fermando i pochi veicoli che transitano a quell’ora. Alla vista dei militari, però, due furgoni – un Mercedes Vito risultato rubato ad Anzola Emilia (Bologna) e uno con targa rumena – fanno l’esatto opposto, ed invece che accostare all’alt dei carabinieri, accelerano improvvisamente, cercando di seminare i militari nelle strade fra Bosco e Reggio, viaggiando a velocità elevatissime.
Non riescono però a staccare i carabinieri, che nel frattempo hanno coinvolto altri colleghi, e dopo pochi chilometri decidono di dividersi, per limitare le perdite. Le pattuglie continuano ad inseguire il Mercedes Vito, e i conducenti – per evitare l’arresto – decidono di sacrificare il mezzo, fermandosi in mezzo alla strada e scappando nei campi approfittando del buio. Obiettivo riuscito, perché nonostante la mobilitazione di uomini e mezzi, i due ladri sono riusciti a far perdere le loro tracce in aperta campagna e nel pieno della notte.
Nessuna traccia invece dell’altro furgone, quello con targa rumena. L’inseguimento dei carabinieri ha però portato parecchi risultati.
In primis il recupero del Mercedes Vito, dove viene trovata circa mezza tonnellata di rame, oltre a parecchi attrezzi usati abitualmente per rubare il metallo, fra cui cutter e forbici per pulire i cavi elettrici, cacciaviti, tenaglie e torce.
Un rapido controllo telematico rivela che il furgone Mercedes è stato rubato il 17 giugno scorso ad Anzola Emilia, nel bolognese. Il mezzo e gli strumenti sono, oltre che prove dei furti, anche potenziali indizi, da cui ricavare impronte digitali ed altre tracce organiche che verranno poi inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche (il celebre RIS) di Parma per un confronto con i dati dei pregiudicati registrati nella banca dati nazionale.
Rimane anche da capire da dove sia stato rubato il rame, uno dei bottini prediletti dai ladri, per via della facile reperibilità e per la semplicità con cui è possibile rivenderlo, a fornitori e artigiani che non si fanno molti scrupoli sulla provenienza, in caso di prezzi molto vantaggiosi. Fra i bersagli principali, i cavi elettrici sulle linee ferroviario e quelli delle centraline elettriche. In molti casi, questi furti possono provocare anche rischi, perché i fili “pelati” per togliere il rame non funzionano più, con pericoli per le linee del traffico o legati all’assenza di corrente.
Adriano Arati
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