Gazzetta di Reggio

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Per Regione e Provincia le correnti affilano le armi

di Massimo Sesena
Per Regione e Provincia le correnti affilano le armi

La “frenata” del segretario Costa sulla candidatura di Manghi a Palazzo Allende ha lo scopo di governare le pressioni delle fazioni uscite dall’ultimo congresso

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REGGIO EMILIA. Mentre si attende di conoscere chi correrà per la presidenza della Regione, nel Pd reggiano la corsa per il nuovo parlamentino regionale è già cominciata. Gli appetiti non mancano e lo sa bene il segretario provinciale del Pd, costretto in questi giorni a una “frenata” sulla candidatura di Gianmaria Manghi alla presidenza del nuovo ente di secondo grado che dovrà raccogliere l’eredità - onori e oneri - della Provincia, mandata in soffitta dal sottosegretario Graziano Delrio. Ma cosa c’entrano le due partite? Cosa c’entra la corsa per il consiglio regionale? La risposta a questa domanda è da ricercare nel clima nato al congresso che, nel novembre dello scorso anno, ha portato Andrea Costa alla segreteria provinciale.

Nonostante i tentativi - di Costa in primis - di riunificare le correnti che fino al giorno prima si erano date battaglia, queste sono ancora tutte lì. Agguerritissime e pronte a contendersi i posti disponibili per la Regione. E così, può capitare (e probabilmente è capitato) che qualcuno, di fronte alla candidatura del sindaco di Poviglio, area Renzi, per succedere a Sonia Masini, sottolinei il fatto che quella poltrona vada in qualche modo addebitata ai renziani anche quando si andrà a discutere delle candidature in regione. Due piani sovrapposti senza troppa onestà intellettuale, non foss’altro per il fatto che il nuovo incarico di presidente della Provincia è per legge a titolo gratuito, mentre quello del consigliere regionale è ancora - nonostante le recenti sforbiciate dell’ente di viale Aldo Moro - uno di quei mestieri in grado di migliorare il tuo tenore di vita.

Ma tant’è: a Reggio lo scontro è anche su questo fronte. E del resto, mentre al di là del sindaco di Poviglio, per la corsa a Palazzo Allende n on pare esserci una particolare ressa, i candidati non mancano per la Regione. E le correnti sono attivissime. Tra i renziani in corsa c’è Beppe Pagani che con Roberta Mori (area Cuperlo) si candida al secondo mandato. Entrambi però potrebbero avere chances di entrare nella nuova giunta regionale: il primo potrebbe andar bene sia a Ricchetti sia a Bonaccini, mentre per la seconda questa strada potrebbe essere più in salita. Se Pagani dovesse andare in giunta, allora i renziani reclamerebbero ugualmente un posto in Consiglio. E il candidato oggi più probabile (anche in tandem con Pagani) è l’ex sindaco di Casalgrande Andrea Rossi. Poi, tra i consiglieri uscenti, non va dimenticato Marco Barbieri (area Letta) che però sarebbe al suo terzo mandato. Un conteggio, questo, contestato dai sostenitori reggiani dell’ex premier: nell’ultima legislatura, infatti Barbieri è entrato in consiglio con un anno di ritardo, il tempo di vincere un braccio di ferro in tribunale con un’altra candidata della regione.

Minutaggi di Barbieri a parte, anche la componente che fariferimento a Enrico Letta reclamerà il proprio candidato.

Così come faranno anche le due fazioni (rimaste tali dal congresso) che fanno riferimento a Pippo Civati. La pace tra le due anime civatiane di Reggio (Giberti, Ibattici, De Lucia da una parte, Capelli, Tutino e Gandolfi dall’altra) doveva esser siglata, davanti a Civati in persona, a metà del mese scorso, quando il parlamentare avrebbe dovuto partecipare a Reggio alla festa provinciale di Sel. Quell’incontro, causa un improvviso impedimento dello stesso Civati, non c’è mai stato e la pace non s’è fatta.

massimosesena

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