Si mangia e si gioca paese mobilitato c’è la grande sagra
Fervono i preparativi negli ampi spazi attorno alla chiesa di Gavasseto per dare vita, anche quest’anno, all’appuntamento estivo più atteso con la sagra di San Lorenzo
REGGIO EMILIA. Fervono i preparativi negli ampi spazi attorno alla chiesa di Gavasseto per dare vita, anche quest’anno, all’appuntamento estivo più atteso con la sagra di San Lorenzo: kermesse spettacolare, a metà strada tra cultura del tempo libero e religiosità, che ogni anno coinvolge tutti i paesani, impegnati ormai da mesi nella realizzazione dei mille marchingegni per i giochi, sui quali come sempre è tutto rigorosamente top secret fino al giorno della partenza.
Ogni anno, da oltre mezzo secolo, Gavasseto si trasforma in un avvincente laboratorio all’aperto, nel quale tutti sono chiamati a sfidarsi con le mille invenzioni della sagra dedicata al patrono del paese. Un appuntamento con il divertimento e naturalmente una serie di eventi religiosi che si susseguiranno nel corso della due giornate.
Anche ieri intorno alla chiesa fervevano i preparativi, con i ragazzi dell’oratorio “armati” di pennarelli e tabelloni per disegni e allestimenti. Si comincia domani, quando, oltre agli appuntamenti religiosi, ci sarà spazio ai giochi, dedicati ai grandi ma anche ai più piccoli con l’immancabile serie di premi che a fine serata saranno assegnati a chi riuscirà a diventare il campione delle diverse specialità.
Giochi realizzati con un’inconfondibile creatività tecnica e strutturati da strumenti prestati dall’agricoltura. Nel 2012 lo scarica fieno in occasione della festa ha dovuto tirar su belle ragazze, a patto che i concorrenti, grazie a vigorose pedalate, riuscissero a compiere l’arduo lavoro con l’originale marchingegno. E questo, è soltanto uno dei giochi che hanno fatto mostra di sé durante le varie edizioni della sagra: ogni anno per tutti i nuovi meccanismi è un mistero, fino all’apertura quando i primi concorrenti vorranno cimentarsi con queste originali invenzioni della sagra.
Due giorni dedicati al patrono del paese, conditi inoltre da un appetitoso spazio riservato a chi vorrà degustare gnocco fritto, erbazzone e tigelle (tutti rigorosamente preparati dagli stessi abitanti del paese) Un’occasione per riscoprire anche la chiesa del paese, restaurata e impreziosita dallo splendore di un tempo.
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