Gazzetta di Reggio

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Assunzioni, le aziende a caccia di 4mila giovani

Le lauree più richieste dagli imprenditori restano ingegneria ed economia tra i diplomi la parte del leone la fanno i periti meccanici e i commerciali

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REGGIO EMILIA. Sono quasi 4 mila le nuove assunzioni di diplomati e laureati che si prevedono nel 2014 in provincia di Reggio Emilia. La stima emerge dalla 17esima indagine Excelsior sulle previsioni occupazionali formulate dalle aziende, svolta dall'ufficio studi della Camera di commercio. Le assunzioni più consistenti di laureati si prevede siano nell'ambito delle lauree economiche (190 nuovi ingressi), nei diversi indirizzi di ingegneria (270 in totale), insegnamento e formazione (70), sanitario e paramedico (40).

Alle assunzioni di laureati, stimate in 760 unità, vanno aggiunti i 1.690 nuovi ingressi di diplomati con un titolo di studio conseguito nell'indirizzo meccanico (340), in quello amministrativo e commerciale (320), informatico (110), liceale (80), socio-sanitario (70), elettrotecnico (50).

Fra le professioni ad elevata specializzazione (270 le assunzioni previste), le principali figure riguarderanno ingegneri, architetti, specialisti della formazione e della ricerca, specialisti in scienze umane, sociali, matematiche, ed informatiche.

Nelle professioni tecniche, invece, i nuovi entrati (740) svolgeranno mansioni in ambito amministrativo-organizzativo e finanziario-commerciale, in campo scientifico, ingegneristico e della produzione oltre che in attività tecniche nelle scienze della salute e della vita.

Il 37% delle restanti assunzioni previste riguarderà personale con qualifica di formazione o diploma professionale (in particolare con indirizzo meccanico, socio-sanitario, edile, turistico-alberghiero) e senza «i dati excelsior- sottolinea Stefano Landi, presidente della Camera di commercio - confermano la necessità di una formazione, sia a livello universitario che di istituti superiori, sempre più qualificata. Gli imprenditori che intendono avviare processi di innovazione per affrontare le sfide della globalizzazione ed essere sempre più competitivi necessitano, infatti, di personale con elevata professionalità».

La dinamica descritta nel rapporto segue l’andamento ancora recessivo dell’economia regionale. La richiesta di assunzioni potrebbe crescere ulteriormente se solo ci fosse stato quel ricambio tra imprese chiuse (per liquidazione o fallimento) e quelle di nuova apertura. Non fanno difetto le imprese giovani: in Emilia-Romagna sono 33.593, l’8,1 per cento delle imprese regionali. In un anno ce ne sono 1.549 in meno (-4,4%). La contrazione è determinata dalle ditte individuali (-1.343 unità), ma è più intensa per le società di persone (-10,4%). Aumentano le società di capitali (+4,4 per cento). Continua la caduta invece nelle costruzioni (-1.025 unità, -10,2%).

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