Frana sulla 513, ecco la “bretella”
Vetto: il progetto varato dalla Provincia servirà ad aggirare lo smottamento e sarà pronto in autunno
VETTO. Era stato riaperto circa un mese fa il transito lungo la provinciale 513, chiudendo un lungo periodo di profonda crisi per l’alta Val d’Enza. Una riapertura a senso unico alternato, rimasta tale fino ad oggi, dopo che in località Cantoniera era stato asportato un enorme quantitativo di terra e rocce (circa 20 mila metricubi) per una grossa frana.
Ora la Provincia comunica alcuni nuovi passaggi verso la ricerca di una soluzione definitiva al problema del dissesto in quella zona. «La soluzione definitiva per garantire anche dal prossimo inverno la percorribilità della Sp 513 a Vetto è pronta – ha annunciato ieri una nota dell’Ente – Si tratta di una bretella di circa 270 metri, che costeggerà l’attuale tracciato spostando la Sp 513 verso l’alveo dell’Enza e, dunque allontanandola dalla frana».
La bretella è stata progettata in queste settimane dai tecnici del Servizio Infrastrutture della Provincia diretto da Valerio Bussei, con i geometri Stefano Bettelli e Paolo Mattioli, l’architetto Francesca Guatteri e l’ingegner Davide Bica. Avrà all’incirca la stessa altezza dell’attuale Sp 513R in quanto verrà costruita su un rilevato in terre armate realizzato proprio reimpiegando i detriti asportati dal versante in dissesto: in questo modo, il vallo che si verrà a creare tra vecchia e nuova strada potrà contenere eventuali futuri scivolamenti di massi o detriti.
«Il via libera al progetto – spiega la Presidente della Provincia, Sonia Masini – giunge a conclusione di un intenso confronto che nelle scorse settimane ha coinvolto anche i Comuni di Vetto e Ramiseto, il Servizio tecnico di bacino della Regione, la Protezione civile e un pool di esperti nel monitoraggio della frana tra cui l’Università di Firenze».
Un via libera arrivato definitivamente ieri mattina proprio in località Cantoniera, al termine di un sopralluogo compiuto dai vertici di Palazzo Allende insieme al direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Minetti, e al funzionario Antonio Monni. La Masini e l’assessore alle Infrastrutture Alfredo Gennari, insieme a Bussei, all’architetto Guatteri, e alla responsabile della Protezione civile provinciale Federica Manenti, hanno illustrato al direttore Mainetti il progetto.
«Abbiamo da subito assicurato a cittadini e imprese il massimo impegno per individuare, e realizzare il prima possibile una soluzione definitiva in grado di garantire anche dal prossimo inverno la percorribilità della Sp 513 – prosegue la Masini – una strada di interesse regionale tra le tante che la Provincia ha ereditato dall’Anas, fondamentale per la nostra viabilità collegando il casello Terre di Canossa-Campegine al nostro Appennino. Evitando alternative assurde e inutilmente costose, come la pista in alveo che prevedeva ben tre guadi e che con le piogge autunnali sarebbe stata resa inutilizzabile, o un’opera come la galleria, che avrebbe comportato una spesa di 0 milioni, oggi insostenibile abbiamo individuato questa terza soluzione che, per una spesa di circa 1 milione e mezzo di euro, può essere realizzata in tempi brevi così da garantire i collegamenti anche il prossimo autunno». (l.t.)
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