Il Festival Sesto Rocchi al gran finale
La settimana di concerti e masterclass a San Polo si chiude con i concerti di docenti e allievi
SAN POLO. Fra gli allievi che frequentano le masterclass del Festival Sesto Rocchi ci sono anche due fratelli toscani, due fratelli bolzanini, due cugini tra Pisa e Trento e chi non era parente lo é diventato, nella musica, in quest’estate sampolese.
Da sempre il festival mescola le generazioni e le provenienze, ed è sicuramente in questa felice combinazione di livelli musicali diversi, di etá diverse, a volte anche di lingue diverse, che si apprezza ancora di piú il linguaggio universale e profondo della musica.
Il concerto degli allievi. «La settima edizione del Festival é stata la prima in cui tutti i gruppi si sono formati in loco, e il concerto degli allievi, a conclusione del festival (domani, alle 15, nella Chiesa del Castello, ndr) sará una bella testimonianza di quanto possa fare una settimana intensa di studio comune, anche tra persone che non si conoscevano», rivela Maria Chiara Prodi, figlia di Laura Rocchi e Franco, che da una decina d’anni vive a Parigi dove lavora come coordinatrice artistica dell’Opera Comique e ogni anno torna a San Polo per curare l’organizzazione del festival.
Il riso e la gioia hanno rumososamente accompagnato le ore di esercizio quotidiano, e il direttore artistico Antonello Farulli, di cui San Polo ha da sempre apprezzato la capacitá di aiutare il pubblico a entrare nella comprensione profonda dei pezzi eseguiti in concerto, ha dedicato in questa edizione un’energia particolare a preparare i ragazzi non solo all’esecuzione, ma anche allo studio.
«Essere un musicista capace di interpretare tutti i repertori, infatti, richiede allenamento e concentrazione, esattamente come essere un atleta», afferma Farulli.
I docenti. Se questa settima edizione passerá alla storia per l’appassionante quanto rocambolesco concerto della Spira Mirabilis e per l’ardita serata di musica contemporeanea di giovedí sera, che ha ridato al pubblico la voce di Sesto Rocchi in parole e opere attraverso i suoi testi e i suoi strumenti, non bisogna dimenticare il lato piú nascosto e quotidiano del festival, con la passione del presidente Franco Prodi, del direttore artistico Antonello Farulli, e dell’équpe di docenti (Christophe Giovaninetti, Andrea Nannoni, Tiziano Mealli e lo stesso Antonello Farulli) che suoneranno per il pubblico del festival oggi, alle 21, nella chiesa del Castello, un programma di Brahms e Mahler.
Il Festival Sesto Rocchi è organizzato da Laura Rocchi, figlia del grande liutaio sampolese, con il contributo e il supporto del Comune. Punto di riferimento per allievi e docenti, durante il festival, è la casa di Sesto Rocchi che si trova a San Polo in via San Matteo, dov’è ancora intatto il suo atelier.
Sesto Rocchi (San Polo d’Enza 1909 – Reggio Emilia1991) ha iniziato la sua formazione alla Scuola di Liuteria del Conservatorio di Parma, sotto la guida di Gaetano Sgarabotto. Dopo sei anni, si è trasferito a Milano per perfezionarsi con il maestro liutaio Leandro Bisiach, nel cui laboratorio ha potuto non solo costruire parecchi violini ma anche studiare la costruzione di violini antichi, il che gli sarebbe stato di grande utilità nella sua attività indipendente. I suoi violini gli hanno permesso di ricevere numerosissimi riconoscimenti internazionali. Nel 1980 è stato nominato curatore del violino di Paganini detto Cannone, costruito nel 1743 da Guarneri del Gesù.
“Leonardo”. Ha fabbricato almeno dieci quartetti completi, nonché numerosi strumenti singoli, spesso ispirati ai modelli antichi. È stato presidente dell’Associazione internazionale dei liutai. Nel 1985 Sesto Rocchi ha donato al Comune di San Polo il violino “Leonardo” che è conservato ancora nell’ufficio del primo cittadino.
«Il Festival Sesto Rocchi rappresenta una grande opportunitá per diffondere la cultura musicale soprattutto fra i piú giovani ed é per questo, oltre che per il ricordo e l’affetto che ancora ci lega al nostro illustre concittadino, il maestro liutaio Sesto Rocchi, che l’amministrazione sampolese collabora e sostiene questa iniziativa – ha dichiarato il sindaco Mirca Carletti – Ringraziamo il Presidente del Festival, Franco Prodi, la moglie Laura, la figlia Chiara, e il maestro Antonello Farulli. L’entusiasmo che accompagna questo Festival internazionale, ma che sentiamo molto sampolese, non si esaurisce con l’ultimo concerto, ma rimane nella mente e nel cuore di ognuno di noi».
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