Gazzetta di Reggio

Reggio

Il questore Fusiello guida il blitz antidroga

di Elisa Pederzoli
Il questore Fusiello guida il blitz antidroga

Alla testa degli agenti nelle zone segnalate dai lettori della Gazzetta al setaccio la zona della stazione ma anche Parco Ottavi e via Roma

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Grazie. Venite ancora. Ne abbiamo bisogno». E’ la voce di un uomo di mezza età a parlare.

Siamo in via Vecchi, quartiere della stazione. Da pochi instanti sono arrivate tre pattuglie della polizia. Una decina di uomini in divisa. Con loro c’è anche il neo questore, la dottoressa Isabella Fusiello. Le stringe la mano.

Dopo le segnalazioni dei cittadini, nei punti più caldi della città ieri pomeriggio a scattare sono stati i controlli.

Sono una ventina i poliziotti messi in campo per passare al setaccio la Reggio dello spaccio, ma non solo: dove la città è più fragile si radicano anche altre criticità, come i bivacchi e il degrado. Piaghe che spesso, si radicalizzano. E sono queste situazioni quelle ieri la polizia è andata a cercare. Su ordine del questore, che però ha voluto essere con gli agenti, per le strade più degradate della città.

In via Vecchi una di queste emergenze si chiama prostituzione. Spesso esercitata in casa. L’altra, è appunto la droga. Richiamata dai lampeggianti, arriva presto un’altra signora che vive nel quartiere. Pensa che sia successo qualcosa. Quando sente che sono controlli, è sollevata. L’anziana, che da queste parte ci vive da decenni, i poliziotti ormai quasi li conosce per nome tante sono le volte che li ha chiamati. «Dovete venire più spesso, stare di più» si lamenta. Poi racconta: «Lo so che siete in pochi. Ma qui noi vediamo tante cose: c’è n’è una che chiama i clienti sulla strada e poi li porta sù, dove ci sono le altre ragazze. Laggiù, invece, spacciano… Ma non cambierà mai niente fino a che c’è chi specula sugli affitti».

La mappa dei controlli segue la mappa dello spaccio, quella che anche i lettori della Gazzetta hanno contributo a tracciare con le loro segnalazioni.

La “lente” della polizia è puntata su piazzale Marconi e via Eritrea. Gli agenti chiedono documenti, passano nomi alla centrale, fanno verifiche. A essere intercettate sono numerose persone con dei precedenti. Ma anche qualche cittadino straniero, sorpreso senza i documenti in regola per essere in Italia. Per lui, scatta l’accompagnamento negli uffici e l’avvio di tutti quegli accertamenti che lo porteranno all’espulsione.

E’ soprattutto ai parchi, che il questore vuole che si guardi. A partire dall’area verde di piazza Duca D’Aosta - quella che è diventata la nuova emergenza del centro storico, con bivacchi spaccio e consumo smodato di alcolici in strada - dal giardino del Popolo, al Parco Santa Maria. Perché è da qui che sono arrivate le segnalazioni maggiori. In azione però non ci sono solo divise e lampeggianti. Più defilati si muovono anche poliziotti in borghese.

Sono loro che intercettano movimenti sospetti. Trovano la droga, la sequestrano. Denunciano il possessore. Siamo al parco Ottavi.

Ma la voce dei controlli ha fatto presto a diffondersi da un capo all’altro della città. E a creare allarme, tra chi vuole sfuggirvi.

«Prima che arrivaste erano tutti qui, come ogni giorno. Poi all’improvviso sono tutti andati via» raccontano degli anziani agli agenti durante un controllo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google